Home, Imperia, Speciale Tares — 29 novembre 2013 alle 17:27

AUMENTI TARES – I COMMERCIANTI SUL PIEDE DI GUERRA, ECCO IL MANIFESTO FUNEBRE

“Condanna a morte delle imprese imperiesi colpite da Tares sproporzionata, ne danno triste annuncio i commercianti tutti”. È questo il contenuto del manifesto mortuario che sarà affisso a tutte le attività commerciali imperiesi nei prossimi giorni in segno di protesta contro i rincari e la ridistribuzione della Tares, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Gianmarco Oneglio, di Confesercenti, si è […]

di Gabriele Piccardo

Manifesto funebre commercianti
“Condanna a morte delle imprese imperiesi colpite da Tares sproporzionata, ne danno triste annuncio i commercianti tutti”.
È questo il contenuto del manifesto mortuario che sarà affisso a tutte le attività commerciali imperiesi nei prossimi giorni in segno di protesta contro i rincari e la ridistribuzione della Tares, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Gianmarco Oneglio, di Confesercenti, si è recato questo pomeriggio dalle pompe funebri Maccanò e Terrone per commissionare i manifesti. Poco dopo tutte le associazioni hanno indetto una conferenza stampa.

“Abbiamo associati – spiega Claudio Roggero di Confcommecio – che da 9 mila euro del 2012 sono passati a 35 mila nel 2013. Oggi dobbiamo fare delle scelte necessarie per non far morire le imprese. Giovedì prossimo abbiamo la prossima riunione dove porteremo delle soluzioni eventualmente trovate in altre parti d’Italia”.

“È una situazione insostenibile, – tuona Marco Gorlero presidente Confcommercio Imperia – tra 16 giorni abbiamo la rata unica e il comune dice di avere le mani legate perché deve far rispettare la legge sulla Tares. L’assessore Abbo ci ha dato la disponibilità di non far pagare le sanzioni chi non dovesse fare la ma non basta. Bisogna redistribuire il carico della Tares in modo più equo. Determinate categorie sono penalizzate in modo dirompente”.

Gianmarco Oneglio (Fiba) : Gli stabilimenti balneari sono danneggiati ma ci sono altre categorie come: bar, ristoranti, pescherie e fiorai che sono i più danneggiati. I bar registrano un + 300%, gli stabilimenti + 250%, i fioristi, le pescherie + 600%. La cosa assurda è che le banche sono state diminuite di un quinto. Voi non siete venuti ad un conferenza stampa ma alle esequie delle imprese. Ci sono cifre spaventose che sono un affitto in più da pagare praticamente.

Nel giro di un anno chiuderanno quasi tutti, non c’è un’altra possibilità. La rateizzazione non è una possibilità ma è solo prolungare la morte. Ci vuole la volontà politica di risolvere il problema. Non ci interessa se il commissario ha fatto questo il Comune deve intervenire e Rivedere le tariffe, ritirare le cartelle e ridistribuire in maniera più equa. Gli unici che ci guadagnano sono le banche e i supermercati”.

“Abbiamo operatori che vogliono portare le chiavi in Comune – Enrico Calvi della Federazione italiana pubblici esercenti – Ci sono stati rincari pesantissimi per esempio abbiamo associati che nel 2012 hanno pagato 2900 euro e nel 2013 ne ha pagati 6300.

Oppure da 6500 euro del 2012 ora ne paga 15000. Stiamo parlando di ristoranti, bar, fioristi, pescherie,negozi di alimentari e panetterie. Quindici mila euro è lo stipendio di un dipendente. Il rischio è di perdere ben più di 30 persone come sta per accadere all’Agnesi. Ogni azienda che chiude lascia un cratere, non un vuoto. Riprendere il tessuto commerciale è difficilissimo. Tante aziende al 31.12.2013 chiuderanno. Gli operatori sono disperati, se non cambia nulla ci saranno manifestazioni durissime”.

Marco Benedetti (Confesercenti):”Questa cosa porta alla morte delle imprese. È insufficiente la disponibilità sulle sanzioni e anche la rateizzazione peggiora le cose. Vogliamo una disponibilità vera a rivedere le tariffe”.
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Oneglio Gianmarco