Cultura e manifestazioni, Home — 29 novembre 2013 alle 18:16

TEATRO LO SPAZIO VUOTO – Torna lo spettacolo “Quartett” il 29-30 novembre e domenica 1 dicembre

Dopo la grande partecipazione di pubblico della scorsa stagione teatrale, a grande richiesta, venerdì 29, sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre, alle 21.15, Livia Carli e Gianni Oliveri, replicheranno al teatro Lo Spazio Vuoto il loro ‘Quartett’ (*), per la regia di Matteo Tarasco. L’evento sarà proposto al pubblico eccezionalmente con un biglietto unico del costo di € 10,00. […]

di Selena Marvaldi

Quartett (3)

Dopo la grande partecipazione di pubblico della scorsa stagione teatrale, a grande richiesta, venerdì 29, sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre, alle 21.15, Livia Carli e Gianni Oliveri, replicheranno al teatro Lo Spazio Vuoto il loro ‘Quartett’ (*), per la regia di Matteo Tarasco. L’evento sarà proposto al pubblico eccezionalmente con un biglietto unico del costo di € 10,00.

Lo spettacolo unisce ‘Quartett’ scritto da Heiner Müller (Eppendorf, 1929-Berlino, 1995) nel 1982 con “Le relazioni pericolose” di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos (Amiens, 18 ottobre 1741-Taranto, 5 settembre 1803) del 1782 e con il racconto erotico fantastico di Claude-Prosper Jolyot de Crébillon (Parigi, 1707-ivi, 1777), figlio di Prosper, detto Crébillon fils.

I personaggi sono gli stessi del romanzo epistolare di Laclos (la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, in primis, ma anche la giovane Volanges e madame de Tourvel), affidati, però, a due soli interpreti pronti a incrociare le lame in un duello verbale senza esclusione di colpi, ma anche a scambiarsi i ruoli, accrescendo l’ambiguità di un testo che è anche uno scontro fra i due sessi. In questo atto unico, ulteriormente adattato dal regista Matteo Tarasco, i due protagonisti sono condannati a ripetere in eterno il loro gioco erotico di seduzione attraverso continue metamorfosi, divenendo, in un crudo vortice di identità perdute e ritrovate, ora carnefici, ora vittime, ora uomo, ora donna. Uno dei temi è ammazzare il tempo: ieri la principale occupazione di un’aristocrazia al tramonto, oggi di una borghesia che ha del pari esaurito la sua funzione storica. Tutto per i due personaggi è fuggevole, essi si ritrovano a cercare di afferrare la vera essenza dell’essere umano, il vero sé, che sfugge. Testo di grande attualità in una società condannata dal bisogno dell’apparire e dall’incapacità di accettare il corso naturale dell’esistenza.

(*) VIETATO AI MINORI