Cronaca, Home — 25 maggio 2015 alle 11:31

IMPERIA. POSTI LETTO E OSPITI FUORI LEGGE. A PROCESSO PARROCO DI UNA RESIDENZA PRIVATA A PAGAMENTO/LA STORIA

Questa mattina in aula, davanti al PM Tiziana Berlinguer (giudice monocratico Sonia Anerdi) sono stati sentiti il Luogotenente dei Carabinieri e un dipendente della struttura

di Redazione

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Cinquanta ospiti invece di quarantasette, sessantuno posti letto invece di quarantacinque. Per queste difformità rispetto alle autorizzazioni, è finito a processo, con l’accusa di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorita, Don R. B., 65 anni, presidente della Residenza Opera Cuore Immacolata Di Maria di Borghetto d’Arroscia. A segnalare le difformità i Carabinieri, reparto NAS di Genova, che hanno successivamente inviato nota al Comune che, a sua volta, ha emesso un’ordinanza di ripristino del numero di pazienti e posti letti autorizzati. Ordinanza, però, secondo l’accusa non rispettata. Da qui la denuncia e il successivo rinvio a giudizio.

I NAS, lo ricordiamo, nel corso dei controlli avevano verificato anche la presenza, nei magazzini, di viveri donati dalla Fondazione Banco Alimentare, destinati agli indigenti e ai poveri della Valle Arroscia, finiti però nelle cucine della Residenza Opera Cuore Immacolata Di Maria di Borghetto d’Arroscia dove i clienti pagano rette che vanno dai 1.300 ai 1.800 euro, motivo per cui lo stesso parroco è finito a processo con l’accusa di truffa.

Questa mattina in aula, davanti al PM Tiziana Berlinguer (giudice monocratico Sonia Anerdi) sono stati sentiti il Luogotenente dei Carabinieri e un dipendente della struttura.

Luogotenente Carabinieri

A seguito di un accertamento, sono emersi alcuni illeciti, in particolare per le difformità rispetto all’atto autorizzativo rilasciato dal Sindaco di Borghetto d’Arroscia, con accreditamento della Regione Liguria. Nell’ordinanza erano previsti per la struttura 45 posti letto, con un massimo di 47 ospiti. Nel corso delle verifiche, invece, emersero 50 ospiti e 61 posti letto. Il responsabile della struttura fornì la documentazione, che fu confrontata con il conteggio nel numero delle camere. Venne poi effettuata una verifica presso l’Asl, dalla quale emerse che era in itinere una richiesta di ampliamento della capienza della struttura, non ancora però completata per mancanza di documentazione. Fu così inviata una nota al Sindaco che provvedette all’emissione di due ordinanze nei confronti della struttura, una per elevare una sanzione amministrativa e un’altra con la richiesta del ripristino del numero autorizzato di posti letto e ospiti”.

Il giudice Anerdi ha disposto l’acquisizione del registro delle presenze, per verificare il reale mancato rispetto dell’ordinanza comunale di ripristino e ha rinviato l’udienza.