Cultura e manifestazioni, Home — 27 maggio 2015 alle 11:58

IMPERIA. NUOVO INCONTRO DELLA COMPAGNIA DELL’ULIVO. GIOVEDÌ 28 MAGGIO A PALAZZO PAGLIARI LA CONFERENZA SULLA MINIERA DI COGNE /I DETTAGLI

“la miniera. la storia di una miniera che cambia la vita degli uomini e delle cose” tenuta da Barbara Tutino.

di Redazione

collage tizia e pagliari

Imperia. La Compagnia dell’Ulivo presenta domani giovedì 28 maggio alle ore 16,30 presso la sede di Palazzo Pagliari in Via Zara, a Porto Maurizio la conferenza: “LA MINIERA. LA STORIA DI UNA MINIERA CHE CAMBIA LA VITA DEGLI UOMINI E DELLE COSE” tenuta da Barbara Tutino.

La miniera di Cogne, in Valle d’Aosta, racchiude e conserva la memoria del paese, dalla storia unica del Dottor Grappein, all’occupazione tedesca, alla guerra di Liberazione, fino all’abbandono del sito minerario. E oggi, cosa rimane di quel passato?

Spiega la Presidente Cristina Viano: “Grazie al nuovo libro di Barbara Tutino dedicato alla miniera di Cogne avremo occasione di scoprire come la storia di un’attività così particolare ha giocato un ruolo rilavante sia nello sviluppo nazionale che della piccola realtà a cui appartiene. Uno spunto interessante per l’analisi delle realtà italiane legate alla tradizione, la storia e dal futuro incerto, situazione vissuta anche in tanti casi in Liguria”

Tra finzione narrativa, pamphlet e reportage, il racconto ripercorre la storia di Colonna e di chi vi ha lavorato e quella di un film e del suo complicato destino. Ma il “vero” tema è quello della memoria, di una comunità, forse di un intero Paese – l’Italia – che non riesce o non vuole fare i conti con il suo passato industriale. Le ragioni della modernità scelgono l’oblio e la speculazione economica come vie maestre, annichilendo i ricordi e le speranze di chi considera il lavoro e le vicende di un tempo una linfa preziosa del presente e il punto di partenza obbligato per progettare il futuro.
Da Cogne e dalla sua antica, stupefacente miniera abbarbicata sulla montagna arriva l’appello a conoscere la storia anche delle piccole realtà che hanno giocato un ruolo rilevante nello sviluppo nazionale e ad ascoltare con attenzione quel “cuore di ferro” che nonostante tutto continua a pulsare.