Home, Politica — 5 dicembre 2013 alle 16:00

TARES – IL CIRCOLO DI IMPERIA DEL GRUPPO SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’: “Di cosa si stava occupando la giunta Capacci nei mesi scorsi, quando aveva ancora la possibilità di intervenire?”

Il circolo SEL si espresso in merito alla vicenda Tares: “Il deflagrare della vicenda Tares, avvenuta a seguito della notifica del “conguaglio” della tassa alle famiglie ed alle imprese di Imperia, ha messo in moto un meccanismo di accuse e repliche non certo all’altezza della gravità della situazione. La Tares è il frutto di una scelta del governo “tecnico” Monti, […]

di Selena Marvaldi

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Il circolo SEL si espresso in merito alla vicenda Tares:

“Il deflagrare della vicenda Tares, avvenuta a seguito della notifica del “conguaglio” della tassa alle famiglie ed alle imprese di Imperia, ha messo in moto un meccanismo di accuse e repliche non certo all’altezza della gravità della situazione.

La Tares è il frutto di una scelta del governo “tecnico” Monti, ovvero dell’iniziatore delle larghe intese, che ne ha fissato alcuni criteri, quali: l’obbligo di copertura integrale delle spese per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, la quota di compartecipazione dello stato (curiosa forma di federalismo fiscale questa) e le basi tariffarie minime e massime applicabili dai comuni.

Tali scelte sono certamente il frutto di quelle esecrabili politiche del “rigore” in forza della quali si possono mettere in discussione diritti, servizi pubblici e principi di equità fiscale, colpendo così gli strati più deboli della società. Le istituzioni locali rimangono in definitiva compresse tra regole di austerità e interventi legislativi nazionali in materia di tassazione che determinano un autentico caos fiscale sui tributi locali. Per queste ragioni SEL ha sempre contrastato a livello nazionale ma anche locale tali politiche che, mascherate sotto il segno della responsabilità, determinano scelte sempre a danno degli interessi e bisogni delle classi sociali più deboli.

Curiosamente la politica del “rigore” consente di ritenere comprimibili le spese per il sociale, per la scuola, il sistema dei trasporti locali, per la sanità, ma non per le grandi opere; consente di incrementare la tassazione sui redditi o quella locale (giustappunto la Tares) e di non applicare quella sui grandi patrimoni o sulle rendite finanziarie. In proiezione locale la politica liberistica dei “sacrifici” ritiene che si possa mantenere pubblica la gestione dei parcheggi a pagamento ma non quella delle mense scolastiche, il tutto ovviamente in base a motivazioni definite “tecniche”.

Si assiste poi anche in questi giorni alla convulsa vicenda dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa che di fatto sta portando con sè l’aggravio della tassazione sul reddito e sui consumi (con l’aumento dell’iva e delle accise sui carburanti) per ridurre a tutti i proprietari indistintamente(quindi anche a favore di chi oggettivamente non ne aveva necessità) la tassazione del patrimonio immobiliare. Le responsabilità della politica nazionale fanno capo proprio a quello schema delle larghe o semi-larghe intese dei governi Monti/Letta; quest’ultimo oggi, dopo l’adesione di Strescino al gruppo di Alfano, è politicamente perfettamente rappresentato dalla maggioranza che sostiene il sindaco Capacci.

Ma la linea sbagliata dei governi di emergenza non può cancellare le gravi responsabilità locali che vogliamo rilevare per sgombrare il campo da alibi e trovare soluzioni possibili al problema. Il comune di Imperia, sotto la guida commissariale, ha fissato delle tariffe Tares che hanno evidentemente determinato eccessi e squilibri non sostenibili da parte di alcune tipologie di imprese (pubblici esercizi in particolare) e hanno penalizzato oltremodo le famiglie più numerose. Tali scelte, nate evidentemente da una mancata valutazione degli effetti concreti che avrebbero potuto generare, erano sicuramente note e valutabili dalle associazioni di categoria, ma anche dalla amministrazione Capacci che, una volta insediata, ha avuto davanti diversi mesi per modificare la decisione prefettizia rimodulando le tariffe.

L’amministrazione Capacci invece di restare immobile, nelle scorse settimane per esempio poteva maggiorare in parte le tariffe per le attività produttive (le banche tanto per dirne una) meno penalizzate dalla Tares ed alleggerire quelle per quei settori commerciali per cui gli aumenti sono insostenibili; per esempio poteva pensare di aumentare le tariffe per le case dei non residenti a favore dei residenti con nuclei familiari più numerosi. Ci appare pertanto inaccettabile la risposta polemica data invece dalla giunta Capacci che ha pensato di rispondere al grido di dolore di molte imprese locali, scaricando la responsabilità della Tares interamente in capo al governo ed alla gestione commissariale ed accusando le associazioni di categoria di non aver posto il problema al momento della definizione delle tariffe da parte del commissario.

Ci viene a questo punto di domandarci di cosa stesse occupandosi la giunta Capacci nei mesi scorsi, quando aveva ancora la possibilità di intervenire su questo tema. Non possiamo credere che gli assessori siano stati così distratti o inesperti da non accorgersi della situazione esplosiva. Forse sarebbe bene che questa amministrazione su tale tema si assumesse anche la propria parte di responsabilità invece di polemizzare con altri e tacciare infantilmente di “demagogia” ogni critica. Chiarito il contesto della vicenda ed eliminati gli alibi sarebbe a questo punto utile che la conferenza dei capigruppo di venerdì spingesse l’amministrazione comunale a intervenire sulla vicenda con i residui strumenti ancora in suo possesso. L’Amministrazione Capacci dovrebbe prevedere almeno una forma di dilazione del pagamento del “conguaglio” richiesto e dovrebbe assumersi precisi impegni a ristorno delle categorie più penalizzate dalla Tares (sia imprese che famiglie) nella futura determinazione delle tariffe dei servizi comunali che dovrebbero confluire nella futura imposta unica comunale.