Attualità, Home, Politica, Porto di Imperia — 24 luglio 2013 alle 14:31

Incontro in Comune tra il sindaco Carlo Capacci e il direttore dell’Agenzia del Territorio Francesco Pingitore. Sul tavolo anche il mancato accatastamento del porto turistico

Incontro questa mattina in Comune ad Imperia tra il direttore dell’agenzia del territorio Francesco Pingitore e il sindaco di Imperia Carlo Capacci. Presenti anche il vice direttore Nicola Lazzari e il funzionario/capogruppo in consiglio comunale di “Imperia Cambia” Alessandro Savioli. Ufficialmente si tratterebbe di una visita di cortesia ma è molto probabile che i quattro abbiano parlato delle spinosissima questione […]

di Gabriele Piccardo
Il sindaco Carlo Capacci

Il sindaco Carlo Capacci

Incontro questa mattina in Comune ad Imperia tra il direttore dell’agenzia del territorio Francesco Pingitore e il sindaco di Imperia Carlo Capacci. Presenti anche il vice direttore Nicola Lazzari e il funzionario/capogruppo in consiglio comunale di “Imperia Cambia” Alessandro Savioli.

Ufficialmente si tratterebbe di una visita di cortesia ma è molto probabile che i quattro abbiano parlato delle spinosissima questione del mancato accatastamento delle opere portuali. Proprio ieri, durante il tentativo di pignoramento del porto di Imperia da parte degli ufficiali giudiziari del tribunale di Imperia, è emerso che le opere che sarebbero dovute essere poste sotto sequestro non potevano subire tale procedimento in quanto non risultavano accatastate, ufficialmente non esistevano.
Responsabile dell’accatastamento era la società Acquamare S.r.l. (di Francesco Bellavista Caltagirone,ndr) che a sua volta aveva affidato la pratica al geom. Marco Peirano (cugino dell’ex assessore all’urbanistica Luca Lanteri).

Peirano svolse il compito a lui affidato ma non fu mai pagato. L’agenzia del territorio, nelle prossime settimane, chiederà il pagamento di Peirano e il conseguente accatastamento delle opere. Ma il vero problema riguarderebbe le penali che l’agenzia del territorio applicherà all’Acquamare s.rl. per il ritardo che potrebbero ammontare a centinaia di migliaia di euro. La società di Caltagirone si trova in regime di concordato perciò impossibilitata a pagare dunque la spesa potrebbe ricadere sulla Porto di Imperia S.P.A. Una volta accatastato il porto, potrebbe abbattersi sullo scalo l’incubo I.M.U. che questa volta potrebbe davvero portare al fallimento della società.