Cultura e manifestazioni, Home — 13 dicembre 2013 alle 11:44

COMMEMORAZIONE GIULIO NATTA – Venerdì 13 dicembre alle 21 la proiezione di “L’uomo che inventò il materiale che Dio si era dimenticato di creare, ovvero le disavventure della bellezza”

La leggerezza e l’allegria dei bambini che si muovevano a passo di danza verso il sapere, mercoledì mattina davanti alle scuole elementari di Largo Ghiglia intitolate a Giulio Natta, hanno riportato il sorriso sui volti stanchi e un poco ansiosi degli imperiesi, reduci da due giornate a dire poco sorprendenti per la nostra tranquilla città. E l’immagine dei più piccoli, […]

di Selena Marvaldi

natta

La leggerezza e l’allegria dei bambini che si muovevano a passo di danza verso il sapere, mercoledì mattina davanti alle scuole elementari di Largo Ghiglia intitolate a Giulio Natta, hanno riportato il sorriso sui volti stanchi e un poco ansiosi degli imperiesi, reduci da due giornate a dire poco sorprendenti per la nostra tranquilla città. E l’immagine dei più piccoli, che sono il nostro futuro, è quella che ci piacerebbe rimanesse nello sguardo di chi ha assistito alla cerimonia di riposizionamento della macromolecola del polipropilene isotattico davanti alla scuola. Un omaggio alla memoria del grande scienziato imperiese che esattamente cinquant’anni fa venne insignito del premio Nobel per la chimica poiché aveva inventato la plastica.

La cerimonia del giorno precedente era stata in parte rimandata: era irrealistico far mettere in viaggio un relatore ottantasettenne, ma la proiezione del documentario *Anni di plastica* di *Vanni Gandolfo* -origine imperiese, nemmeno a dirlo- si è svolta comunque, la mattina con un pienone di studenti, la sera, di fronte a un pubblico poco numeroso, ma molto interessato.

Oggi si conclude il ciclo con la manifestazione dedicata ai cervelli in fuga, ma anche a quelli stanziali, non più bambini, ma portatori di speranza per il futuro anche loro*. Ricordiamo il programma e l’idea che *Cervelli che fuggono, anime che restano* vuole trasmettere: l’appuntamento è all’auditorium della Camera di Commercio di Imperia alle 21. Verrà proiettato il documentario che gli studenti del DAMS hanno portato al Festival della scienza 2013 a Genova.*L’uomo che inventò il materiale che Dio si era dimenticato di creare, ovvero le disavventure della bellezza* di *Giuliana Checa, Fabio Zenoardo *e* Matteo Bonino *in cui la figura di Giulio Natta si interseca con la storia della sua città: la sua invenzione con il tema della bellezza; il suo nomadismo intellettuale con le vicende dei nostri cervelli in fuga.

Nel film ne parleranno: Emilio Audissino, regista e ricercatore universitario; *Giovanni Berio*, artista; *Giuseppe Conte*, poeta e scrittore; *Giovanni Doria Miglietta*, pianista; *Marco Ferreri*, architetto e designer;*Barbara Panelli*, scrittrice e fotografa; *Enrico Semeria*, architetto e urbanista; *Stefano Senardi*, *discografico* e creatore di eventi; *Antonella Viale*, giornalista e critica letteraria. Gli intervistati diranno la loro sul nuovo porto, argomento che si presta bene all’analisi dei diversi concetti di bellezza e dei modi in cui intellettuali e artisti la affrontano. *Settimio Benedusi, Marco Ferreri, Stefano Senardi, Giovanni Spalla*, saranno presenti in sala e, dopo la proiezione del documentario, parleranno delle rispettive esperienze di *cervelli in fuga*.

Ognuno di loro ha una visione diversa: c’è chi ha portato con sé la città (e il mare) in ogni dove, chi l’ha quasi dimenticata, chi riesce a alternare la realtà metropolitana con quella provinciale. Quattro persone, di tante, che sono diventate famose nel mondo e tuttavia rimaste generose. L’incontro infatti sarà interessante per i più giovani, perché si lascerà un grande spazio ai suggerimenti per chi voglia tentare la sorte fuori dalla provincia. L’appuntamento è nato dalla memoria di un grande scienziato da onorare e da una piccola utopia: tentare un primo passo verso la ricomposizione di un tessuto sociale sfilacciato, attraverso il recupero dell’orgoglio di essere imperiesi, del senso di appartenza. I grandi cittadini di ieri e di oggi, sono la storia, sono portatori di memoria, sono i testimoni di tanti altri grandi che hanno portato il nome della città in giro per il mondo. È un piccolo e tuttavia ambizioso progetto che ha visto -cosa rara- scienziati e intellettuali lavorare insieme con un obiettivo comune. E si è rivelato necessario più che mai, in questi ultimi giorni.