Attualità, Home — 20 dicembre 2013 alle 17:32

PROCESSO PORTO TURISTICO. ASSENTE L’AVVOCATO MAUCERI. ISNARDI: “Scajola? Condivideva il progetto. Con lui se ne parlava spesso” /LA DEPOSIZIONE

Nuova udienza, questa mattina, del processo per tragga aggravata ai danni dello Stato relativo al porto turistico di Imperia. Il primo testimone di giornata sarebbe dovuto essere Corrado Mauceri, avvocato della Porto di Imperia Spa, assente invece per problemi di salute. Il primo a deporre è stato così l’imprenditore oleario Pietro Isnardi, presidente della Porto di Imperia Spa dal 2007 […]

di Mattia Mangraviti

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Nuova udienza, questa mattina, del processo per tragga aggravata ai danni dello Stato relativo al porto turistico di Imperia. Il primo testimone di giornata sarebbe dovuto essere Corrado Mauceri, avvocato della Porto di Imperia Spa, assente invece per problemi di salute.
Il primo a deporre è stato così l’imprenditore oleario Pietro Isnardi, presidente della Porto di Imperia Spa dal 2007 al 2008. Successivamente è toccato a Sergio Roggero, dirigente del settore Legale del Comune di Imperia.

LA DEPOSIZIONE DI PIETRO ISNARDI

Sono un imprenditore, ho un’azienda alimentare a Imperia. Con alcuni imprenditori, verso la fine del 2000, abbiamo deciso di costituire l’Imperia Sviluppo. Con me anche Carli, Mancinelli, Cozzi Parodi e Guatelli. L’Imperia Sviluppo deteneva il 52% delle quote della Porto di Imperia Spa, il Comune di Imperia 48%. L’obiettivo era quello di costruire il porto turistico che rappresentasse un’alternativa di sviluppo per la città. All’inizio si pensava che a costruire il porto sarebbe stato Gianni Cozzi, visto che già si era occupato del porto di Marina degli Aregai. Con la sua morte ci venne a mancare il referente operativo. Scajola? Scajola era amico di tutti gli imprenditori dell’Imperia Sviluppo ed era il politico di riferimento in tutta la Liguria. Non partecipava mai alle riunioni dei soci, ma con lui si parlava spesso del progetto porto”.

“Ricordo che Carli fece diversi tentativi alla ricerca di imprenditori disposti a realizzare il porto turistico di Imperia. Dopo diversi tentativi falliti, si presentò Caltagirone. Lo incontrati per la prima volta nella sede della ditta Fratelli Carli. Caltagirone, tramite l’Acquamare, acquisì il 33% delle quote azionarie della Porto di Imperia Spa, portando tutti i soci, Comune, Acquamare e Imperia Sviluppo al 33%. Eravamo tutti d’accordo sull’ingresso di Caltagirone in società. Si offrì per costruire il porto, attraverso un accordo di permuta 70-30. Accordo che impegnava Caltagirone a costruire lo scalo, trattenendo il 70% delle opere costruite. Dopo le dimissioni di Carli, assunsi la carica di presidente, nel 2007. Rimasi in carica sino al 2008, poi subentrò Paolo Calzia”.

“Durante il mio mandato fu definita la permuta. Si decise che i cantieri nautici e le strutture funzionali sarebbe rimaste alla Porto di Imperia Spa. Fu redatta una valutazione delle tre palazzine per procedere poi alla suddivisione del reparto immobiliare nell’ambito della permuta. Il 70-30? Furono tutti d’accordo, Comune compreso”.

LA DEPOSIZIONE DI SERGIO ROGGERO

Sono un consulente legale. Mi sono interessato alla Porto di Imperia Spa quando passò in consiglio comunale la pratica per l’approvazione del progetto relativo alla costruzione del porto turistico di Imperia. Me ne occupai sono per alcuni aspetti di natura burocratica. Gli aspetti amministrativi li segui l’avvocato Alberti di Sanremo in quanto si trattava di questioni urbanistiche e demaniali molto complesse. In quel consiglio furono fatte valutazioni di carattere politico, non tecnico. Dopo l’approvazione del consiglio comunale la pratica passo in Regione. Successivamente vennero approvati il progetto e venne rilasciata la concessione demaniale”.

“Sono tornato a occuparmi della Porto di Imperia Spa in occasione dell’offerta fasulla per l’acquisto delle 33% delle quote della Porto di Imperia Spa in capo al Comune di Imperia. Ero membro della commissione incaricata di valutare le offerte. Ricordo che vi erano due buste. La busta A contenente tutte requisiti e titoli dell’offerente, la busta B con l’offerta vera e propria. La busta B non venne neanche aperta perché nella busta A non trovammo tutta la documentazione richiesta. L’avvocato Alberti? Ho partecipato poche volte ad incontro con l’avvocato Alberti. Normalmente si trattava di riunioni tenute da Paolo Calzia, alle quali partecipò in alcune occasioni anche l’ing. Lunghi”.

Le prossime udienze sono in programma il 10 e il 31 gennaio, riservate agli ultimi testimoni tra cui l’avvocato Corrado Mauceri, Beatrice Cozzi Parodi, Piergiorgio Parodi e Oreste Braga, e il 7 e 14 febbraio, riservate ai consulenti.