Dal mondo, Entroterra, Home — 24 dicembre 2013 alle 14:51

SVILUPPO SOSTENIBILE E TURISMO – PROGETTO MACROREGIONE ALPINA: SÌ DALL’ UNIONE EUROPEA

Venerdì 20 dicembre il vertice europeo ha riconosciuto la validità del progetto che ha dato vita alla macroregione Alpina. Il Consiglio Europeo nelle sue conclusioni ha chiesto alla Commissione Ue e ai Paesi interessati di elaborare una strategia ‘ad hoc’ per il suo sviluppo entro giugno 2015. Solo due mesi fa si era tenuta una conferenza a Grenoble durante la […]

di Redazione

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Venerdì 20 dicembre il vertice europeo ha riconosciuto la validità del progetto che ha dato vita alla macroregione Alpina. Il Consiglio Europeo nelle sue conclusioni ha chiesto alla Commissione Ue e ai Paesi interessati di elaborare una strategia ‘ad hoc’ per il suo sviluppo entro giugno 2015.
Solo due mesi fa si era tenuta una conferenza a Grenoble durante la quale otto Paesi alpini (Italia, Francia, Austria, Germania, Svizzera, Liecthenstein, Slovenia e Principato di Monaco) e 46 regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia quelle italiane) avevano firmato un accordo sulla comunanza di obiettivi. Da sottolineare che la presidenza della Convezione delle Alpi (l’organismo che da 20 anni lavora al progetto) per il biennio 2013-2014 è a guida italiana sotto la responsabilità del sottosegretario all’Ambiente Marco Flavio Cirillo. L’ok giunto dal vertice consentirà di dare il via libera alla costituzione di un “Comitato paritetico” per assistere la Commissione Ue nell’elaborazione di una strategia.
La tempistica indicata nelle conclusioni del vertice dovrebbe consentire di agganciare la nuova programmazione dei fondi Ue trasformando la macroregione in un laboratorio di sviluppo sostenibile.
“Con un territorio di 390mila chilometri quadrati, 70 milioni di abitanti, 120milioni di visitatori l’anno ed un Pil medio pro capite di 22.800 euro,-spiega Cirillo- la macroregione Alpina rappresenta una piattaforma territoriale con importantissimo valore strategico ma ha bisogno di una strategia comune per perseguire uno sviluppo basato su un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva, che offra livelli elevati di protezione ambientale, occupazione, produttività e coesione sociale“.

Isabella Ippolito

 
 
 
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