Attualità, Home — 3 gennaio 2014 alle 22:58

AUMENTI TARIFFE AUTOSTRADE. CNA LIGURIA SCRIVE A LETTA E AL PARLAMENTO: “Sospendano questa ulteriore stangata!”

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Media Impresa, sezione Liguria, attraverso il proprio presidente Marco Merli, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica Enrico Letta e al Parlamento Italiano in merito agli ulteriori aumenti delle tariffe delle autostrade. “Questi continui aumenti concessi alle Concessionarie delle reti autostradali non hanno alcuna giustificazione. Le Concessionarie lamentano perdite del 10% […]

di Redazione

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La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Media Impresa, sezione Liguria, attraverso il proprio presidente Marco Merli, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica Enrico Letta e al Parlamento Italiano in merito agli ulteriori aumenti delle tariffe delle autostrade.

Questi continui aumenti concessi alle Concessionarie delle reti autostradali non hanno alcuna giustificazione. Le Concessionarie lamentano perdite del 10% a causa delle riduzioni dei pedaggi determinati dalla crisi di recessione economica, e contemporaneamente spendono milioni di euro per pubblicità autoreferenziali, che cercano solo di far credere – con slogan del tipo “Facciamo crescere l’Italia” – di non essere società monopoliste private. Il paese reale registra oltre 1000 imprese che chiudono ogni giorno (dati Unioncamere): quelle che sopravvivono sopportano perdite che vanno ben oltre il 35%… A queste imprese nessuno fa regali! Questa è l’ennesima dimostrazione del potere trasversale, politico ed economico che detengono i concessionari delle autostrade. Potere che si traduce in sostanziosi regali, con aumenti dei pedaggi che hanno raggiunto in nemmeno dieci anni circa il 50%.

Gli aumenti sono decisi annualmente sulla base di due fattori: uno è l’adeguamento all’indice d’inflazione, che, secondo l’ultimo rilievo disponibile di novembre 2013 è, attualmente, allo 0,8%, mentre il Tasso d’Inflazione Programmata, previsto dal Governo è dell’1,5%. Siamo quindi di fronte ad aumenti INGIUSTIFICATAMENTE SUPERIORI al tasso d’inflazione sia reale sia programmata. L’altro elemento è quello degli investimenti effettuati e dei costi di costruzione e gestione. CNA Liguria chiede ufficialmente al Governo e al Parlamento di fare conoscere ai cittadini quali siano gli investimenti effettuati dai concessionari autostradali, tali da determinare aumenti così superiori alla media inflattiva.

Questi aumenti possono avere ricadute pesanti sui prezzi al consumo con l’aumento dei costi di trasporto e, quindi un freno al rilancio dei consumi e alla ripresa economica, e sul turismo, rendendo sempre meno competitiva l’attrattività turistica italiana a causa di costi di trasporto già oggi molto superiori a quelli di altri paesi a fronte di una qualità dei servizi, (rete autostradale, aree di sosta e parcheggio, servizi e informazioni) largamente inferiore a quella di altri paesi europei.

Il costo diretto inciderà anche sui cittadini costretti a utilizzare l’autostrada quotidianamente come percorso per recarsi al lavoro, (a Genova, di fatto, l’autostrada è l’unico strumento reale per i cittadini per recarsi da un capo all’altro della città, e anche il caso delle Val di Vara è clamoroso).

CNA Liguria ritiene inoltre che questi aumenti non siano sopportabili dalle imprese dell’autotrasporto merci e che possano costituire un possibile motivo d’innesco per movimenti radicali e con fini eversivi, che fanno presa su un disagio reale e su una situazione drammatica.

La CNA Liguria chiede all’On. Letta, presidente del Consiglio dei Ministri, d’intervenire immediatamente per ricondurre gli aumenti al di sotto del tasso d’inflazione, chiede inoltre di conoscere pubblicamente l’elenco dettagliato degli investimenti realmente effettuati delle società autostradali e i loro relativi costi.

La CNA Liguria chiede a tutte le forze politiche presenti in parlamento di adoperarsi per l’immediata sospensione di quest’ulteriore “stangata” alle imprese e ai cittadini”.