Attualità, Golfo Dianese, Home, Politica — 7 agosto 2013 alle 08:30

Bufera nella Lega Nord imperiese: Un gruppo di militanti chiede al tribunale di Imperia di annullare le nomine dell’ultimo congresso provinciale, a rischio il mandato di Adriano Ragni

Lega Nord, è guerra. Che non corresse buon sangue tra la “base” e la corrente legata al segretario “nazionale”, per noi comuni mortali regionale, Sonia Viale non era un mistero, ma che dal dissenso e dalle dimissioni di massa si passasse alle vie legali non era così scontato. Nei giorni scorsi, un folto gruppo di militanti ha dato mandato ai […]

di Gabriele Piccardo
Da sinistra: Adriano Ragni, Mariano Porro, Giulio Tremonti e Sonia Viale (foto tratta dal profilo pubblico di facebook)

Da sinistra: Adriano Ragni, Mariano Porro, Giulio Tremonti e Sonia Viale (foto tratta dal profilo pubblico di facebook)

Lega Nord, è guerra. Che non corresse buon sangue tra la “base” e la corrente legata al segretario “nazionale”, per noi comuni mortali regionale, Sonia Viale non era un mistero, ma che dal dissenso e dalle dimissioni di massa si passasse alle vie legali non era così scontato. Nei giorni scorsi, un folto gruppo di militanti ha dato mandato ai propri legali di impugnare le nomine fatte nell’ultimo congresso provinciale nel quale il sindaco di San Bartolomeo al Mare Adriano Ragni è stato eletto segretario provinciale del carroccio. Come da tradizione leghista il candidato alla segreteria provinciale (precedentemente occupata da Alessandro Falciola, ndr) era solo uno, Adriano Ragni.

L’intento degli esponenti leghisti è quello di far annullare dal tribunale di Imperia le nomine in quanto “illegittime”. Secondo i ricorrenti le convocazioni da parte della segreteria provinciale ai circa 70 militanti attualmente iscritti in Provincia di Imperia sarebbero state fatte senza il debito preavviso. Secondo lo statuto del partito fondato da Umberto Bossi, infatti, le convocazione sarebbero dovute essere recapitate agli iscritti, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno dieci giorni prima del congresso.

Tale tempistica, però, non sarebbe stata rispettata e molti dei militanti avrebbero ricevuto la convocazione addirittura dopo il congresso. A votare l’unico candidato, dunque, si sono ritrovate poco più di trenta persone, meno della metà degli aventi diritto al voto. Lo stesso padre fondatore del movimento Giacomo Chiappori si era lamentato con il cronista per il mancato preavviso che in pratica gli ha lasciato ben poco tempo per organizzarsi e per raccogliere le ventiquattro firme necessarie per presentare una candidatura.

Il commento post congresso del primo cittadino di Diano Marina è stato: “Spero che il mio amico Adriano che ha un’idea totalmente opposta alla mia abbia fortuna ma certamente, dallo zero assoluto anche un punto percentuale in più può essere un buon risultato. Io non c’ero al congresso, non so quanti hanno partecipato e in quanti l’hanno votato”. Non è dato sapere se anche Chiappori farà parte del gruppo di militanti che chiederà al tribunale di annullare il congresso e le nomine avvenute lo scorso 28 luglio. In fondo qualcuno disse in tempi non sospetti: “La Lega? A Imperia è quasi inesistente”.