Attualità, Home — 16 gennaio 2014 alle 11:51

PROCESSO CONTRO L’NDRANGHETA IN RIVIERA – Il pentito Oliverio: “Regioni del nord lavatrici per il denaro sporco di sangue. Dall’ndrangheta se ne esce solo da morti”

“Sono responsabile di alcuni fatti di sangue sia come mandante sia come esecutore. Ho iniziato a collaborare il 3 marzo 2012 con la Procura di Catanzaro anche se mi sono pentito nell’estate del 2011. L’ho fatto perché mi ha colpito una madre che ha avuto un infarto per un fatto che avevo commesso nei confronti del figlio. L’ho fatto per […]

di Gabriele Piccardo

“Sono responsabile di alcuni fatti di sangue sia come mandante sia come esecutore. Ho iniziato a collaborare il 3 marzo 2012 con la Procura di Catanzaro anche se mi sono pentito nell’estate del 2011. L’ho fatto perché mi ha colpito una madre che ha avuto un infarto per un fatto che avevo commesso nei confronti del figlio. L’ho fatto per quelle donne, quelle madri, per le mogli e figlie che hanno sofferto per tutti i fatti di sangue. Ero il capo locale di un paese in provincia di Crotone. Ci sono “drine” a Rho e Torino. Mio padre era capo locale ed è stato ucciso nell’88.
Ho scontato 13 anni di carcere per tentato omicidio e armi, ora sto scontando 5 anni e 4 mesi per il 416 bis perché facevo parte di un organizzazione.
L’ndrangheta non è diversa dal nord al sud. Le regioni del nord le usano come lavanderia. Io sono nato nell’ndrangheta, la mia famiglia ha subito morti. Nell’ndrangheta c’è una società minore e maggiore.

La locale è composta dalla famiglia composta dalla drina. Più drine formano una locale. In provincia di Reggio Calabria ce ne sono più di dieci.
Al Santuario di Polsi il 2 settembre si riunivano tutti i capi delle drine. Tutti i crimini fanno capo a San Luca, chiamata “l’amante”.

Al nord ci sono locali in Lombardia, Piemonte e Liguria. Nelle regioni del nord c’è un “crimine”. Ce ne sono anche all’estero, Germania, Australia e America. Le “foglie” sono gli infami e gli sbirri.

Il primo grado è il picciotto. Viene battezzato, taglio della coda. Io ero un giovane d’onore perché figlio di ‘ndranghetista. Il giovane viene presentato all’onorata società.

Fanno una cerimonia. Devono essere presenti 5 persone. I capo locale, il capo società, il mastro e altri. L’iniziato deve rinnegare tutti i familiari in quanto viene prima cosa la società l’ndrangheta.

I gradi sono: “Picciotto”, poi c’è il camorrista,(viene bruciata Santa Annunziata), poi “sgarrista” per quanto riguarda la società minore.

Verso la fine degli anni 70 venne fatta una nuova carica, quella della “Santa” per avere rapporti con la politica e la massoneria. Gli altri gradi sono: “Quartino” e “trequartino”… Poi c’è il padrino.

In qualità di Capo locale decisi di fare ammazzare. Poi c’è il contabile (bacinella),una sorta di cassiere. Poi c’è il capo società che mantiene i rapporti con gli altri affiliati. Poi c’e il picciotto di giornata che raccoglie le notizie.

Poi ci sono gli affiliati dormienti come: Sabatino Marrazzo, incensurato, laureato e affiliato all’ndrangheta e alla massoneria, tesseva rapporti con imprenditori e le istituzioni. Ogni locale ha un uomo del genere.

Questi uomini servono a delegittimare una persona, che può essere un giudice, un giornalista, una persona che rompe. Non è detto che bisogna agire con un azione violenta. L’ndrangheta usano le regioni del nord come lavanderia per riciclare i soldi provenienti dai traffici illeciti, soldi macchiati di sangue. Al nord c’è una maggiore tolleranza, ci sono delle drine distaccate.

Le drine di Gioia Tauro hanno locali nella zona del genovese. Il “Corpo Riservato”sono affiliati dormienti, usano queste persone per fare delegittimare una persona.

Una volta che si entra si può uscire solo con la morte. Oppure se uno collabora è come se fosse morto”.