Home, Politica — 18 gennaio 2014 alle 08:56

“AVERE TROPPI PRECONCETTI IDEOLOGICI IMPEDISCE DI PERCORRERE NUOVE DIREZIONI” – Fiorenzo Marino (PD) replica a Grosso e Nattero

“Leggo a più riprese dei giudizi politici sul PD, da parte del consigliere Grosso e della ex storica consigliera Nattero, giudizi scaturiti dalla scelta del Presidente del Consiglio Paolo Strescino di confluire nella nuova formazione politica di centro destra. In relazione a questo non vedo né sofismi e né interpretazioni bizantine nel ricordare che il PD, alle ultime amministrative, ha […]

di Redazione
Fiorenzo Marino

Fiorenzo Marino

Leggo a più riprese dei giudizi politici sul PD, da parte del consigliere Grosso e della ex storica consigliera Nattero, giudizi scaturiti dalla scelta del Presidente del Consiglio Paolo Strescino di confluire nella nuova formazione politica di centro destra.
In relazione a questo non vedo né sofismi e né interpretazioni bizantine nel ricordare che il PD, alle ultime amministrative, ha fortemente promosso ed aderito ad una alleanza con forze civiche fondata su un programma ed un Sindaco, entrambi pienamente condivisi, vincendo le elezioni.
Oggi non è una novità avere la conferma che la compagine stresciniana è collocabile ideologicamente nel centrodestra e la loro libera scelta di aderire ad un nuovo partito di quell’area politica non modifica gli obiettivi comuni che ci siamo prefissati presentandoci agli elettori in una alleanza con Capacci sindaco.
In una realtà cittadina avere troppi preconcetti ideologici impedisce di percorrere nuove direzioni, senza per questo dimenticare le origini, con la possibilità di incidere sulla vita cittadina come amministratori. Parliamo di Imperia non del governo del paese.
E proprio perché siamo ad Imperia e non al parlamento Italiano non si capisce perché dovremmo mettere in difficoltà l’amministrazione Capacci. Dopo 6/7 mesi di amministrazione siamo sempre di più convinti che i problemi veri dobbiamo risolverli e non crearne dei nuovi e siamo convinti che così la pensino i nostri alleati, persone con le quali abbiamo un ottimo rapporto anche personale, il che ci ha consentito fino ad oggi di trovare una intesa su tutti gli argomenti trattati.

Ci chiedete della SERIS. Ad oggi non è stata presa nessuna decisione. Il riferimento normativo è cambiato prima di Natale e non c’è più l’obbligo della ‘privatizzazione’. Si è cercato di trovare un’intesa di tutto il consiglio comunale nel tracciare nuove linee guida per la gestione politica del problema. Non ci siamo riusciti, peccato. Ma vi chiedo: nell’attesa di verificare ogni aspetto normativo attuale (ed è stato impossibile farlo nei tre giorni prima dell’ultimo consiglio!!) perché eliminare completamente una possibile alternativa che eventualmente dia la possibilità d aumentare la qualità del servizio e mantenere i livelli occupazionali attuali? Se una esternalizzazione della refezione comportasse vantaggi in entrambi i casi, a differenza di una gestione completamente pubblica, perché non percorrerla? Personalmente a parità di condizioni e risultati preferisco una gestione diretta, ma oggi non sono in grado di saperlo.

Ci chiedete dell’Agnesi e Porta del Mare. Ma il sindaco Capacci lo ha detto pubblicamente in Consiglio Comunale: disimpegno da Imperia della Colussi? Niente premi sulla Porta del Mare e nel futuro PUC revisione globale delle previsioni urbanistiche in quella zona. Deve mettere i manifesti? Il PD si è espresso chiaramente sull’argomento prima delle elezioni, e non ha cambiato idea, se variante sarà richiesta (con garanzie che lo stabilimento continui a produrre qui) proporzionalmente dovranno aumentare i benefici per la città rispetto a quanto già approvato. Perché lo sapete bene che il progetto è stato approvato, la Colussi paga gli oneri ed iniziano i lavori.

Nuovo Porto. Gli aspetti giudiziari che pendono su questa opera non sono trascurabili e possono profondamente incidere nella prosecuzione dei lavori. Ipotizzare oggi una modifica radicale di quanto già realizzato non ha basi solide sulle quali far muovere le scelte politiche in quel senso. Non sappiamo chi finirà le opere e quando potranno essere concluse, non abbiamo un quadro economico definitivo e globale sul quale ipotizzare delle varianti, non sappiamo con certezza come il comune ne uscirà finanziariamente. Un’altra situazione talmente incerta per la quale oggi immaginare, ad esempio, maggiori spazi per la cantieristica oppure diminuire i volumi residenziali a vantaggio di una struttura ricettiva di qualità od ancora più attenzione per la nautica sociale e tanto altro, diventa solo un elenco di buone intenzioni e null’altro.

Sulla multivocazionalità dell’economia imperiese collegata alle strutture portuali non dimentichiamo che il discorso va integrato con il porto di Oneglia e con la nuova banchina commerciale oggi inutilizzata.
Faccio anche io una battuta concludendo. La Bora non soffia ad Imperia, ad Imperia ci sono altri venti e per fortuna Imperia l’ha capito! Grazie Imperia!”

Fiorenzo Marino
Consigliere PD

 
 
 
bric