Golfo Dianese, Home, Politica — 31 maggio 2016 alle 15:01

ELEZIONI DIANO MARINA. I CANDIDATI SINDACO RISPONDONO ALLE DOMANDE DI “CNA” SU: TASSE, SVILUPPO, APPALTI E WELFARE / VIDEO

Questa mattina, quattro candidati su cinque (mancava Borgarello M5S) hanno partecipato all’incontro promosso da CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) di Diano Marina che ha posto loro 3 quesiti…

di Redazione

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Diano Marina - Proseguono gli incontri elettorali per i candidati sindaco della città degli aranci. Questa mattina, quattro candidati su cinque (mancava Borgarello M5S) hanno partecipato all’incontro promosso da CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) di Diano Marina che ha posto loro 3 quesiti: 1) Burocrazia e imposte locali, 2) Sviluppo territoriale, e Welfare. 

Nel corso dell’incontro in cui si è parlato di appalti, promozione del territorio e tasse c’è stato qualche battibecco tra i candidati ( al fondo dell’articolo il video dell’incontro).

Le domande poste da CNA e le risposte dei candidati.

1. Burocrazia e imposte locali Da una recente indagine condotta dal Centro studi CNA le imprese della provincia di Imperia lavorano quasi otto mesi all’anno solo per pagare le imposte. L’Imu sugli immobili aziendali, non deducibile al 100%, le tariffe sui servizi come i rifiuti, colpevole anche della doppia imposizione su quelli speciali, che incide in modo pesante sulla liquidità delle aziende, la tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli ed un peso della burocrazia ormai insostenibile mettono in predicato la capacità di produrre reddito e riducono quella di investimento e creazione di occupazione. Quali saranno gli interventi prioritari che ritiene serviranno alla città e che si impegna a realizzare per rendere più equo il peso delle imposte locali e soprattutto possibile una più rapida ripresa economica?

MICHELE CALCAGNO (DIANO RIPARTE)

“In Base alla legge di Stabilità del 2014 la quota che prevedeva una deducibilità pari al 30% dell’IMU relativa agli immobili strumentali, è stata portata al 20% per l’anno d’imposta 2015 nell’Unico 2016, deducibilità che tra l’altro va conteggiata sul reddito d’impresa e non su quello complessivo. Continui aggravamenti per il reddito da lavoro autonomo che poi trovano nella TARI un ulteriore balzello che spesso, non corrispondendo all’effettivo conferimento, è motivo di sperequazione tra i contribuenti. Non ci si deve poi stupire quindi se attività che avevano una storia di anni chiudono i battenti sconfitti dalle tasse e dalla burocrazia.

Alcuni resistono ed è a questi, ed a quelli che vorranno riproporsi, che la nostra Amministrazione intende tendere una mano vigorosa per agevolarne la continuità e se possibile la ripresa. Nel nostro Comune le aziende artigianali, commerciali e turistico- ricettive hanno subito negli ultimi anni un feroce ridimensionamento, per invertirne la tendenza intendiamo applicare da subito un abbattimento della TARI che potrà essere recuperata, in collaborazione con le aziende stesse, con un forte incremento della differenziata assolutamente necessaria per riqualificare la città, l’abbattimento delle quote per il suolo pubblico, modifica e potenziamento del Piano dei dehors, l’incremento dei parcheggi, una diversa collocazione dei parcheggi a pagamento, l’implementazione dei servizi pubblici, e l’attivazione di interscambi con strutture turistiche straniere”.

GIACOMO CHIAPPORI (VIVA DIANO)

“E’ del tutto evidente che anche io non amo le tasse, ne ho fatto una battaglia politica che dura da 25 anni, anche in considerazione della mia natura di imprenditore. Per quanto riguarda l’IMU che da me era intesa come una tassa comunale che consentisse di poter investire localmente (inizialmente avrebbe dovuto essere una tassa federalista), bisogna chiarire che lo Stato se ne porta via il 50% e ci costringe a farci insultare come se fosse una tassa nostra, cosa che in realtà non è. Il restante 50% (ricordo che noi a Diano Marina siamo sotto soglia) serve a coprire il mancato trasferimento di fondi dallo Stato. Di fatto, l’IMU la incassiamo per darla allo Stato.

Tassa rifiuti, in realtà è una tariffa. E’ una tassa a pareggio. L’unica maniera per abbatterla è che tutti assieme dobbiamo arrivare al 65%. E’ chiaro che la vicenda Tradeco, che abbiamo ereditato, ci ha penalizzato e ci ha fatto perdere tempo. Adesso abbiamo fatto un Ambito con altri Comuni e speriamo di risolvere definitivamente la questione entro un anno, forse meno. Ci vuole però la contribuzione di tutti. Burocrazia: abbiamo messo nel nostro programma l’informatizzazione dell’ufficio tecnico, il potenziamento del free wifi, abbiamo fatto arrivare la fibra ottica. Negli uffici comunali riusciremo quindi ad informatizzare molto di più di quanto fatto sino ad ora”.

MARCO GHIRELLI (PARTITO DEMOCRATICO)

“Per quanto riguarda la tassazione locale ed in particolare l’istanza posta dalla vostra Associazione in materia di deducibilità dell’IMU sugli immobili aziendali, la quota percentuale (attualmente al 20%) di quest’ultima purtroppo non dipende dall’amministrazione comunale ma è prerogativa ogni anno della Legge di Stabilità approvata in sede nazionale. La nostra intenzione comunque va nella direzione di provvedere, previa analisi attenta del bilancio comunale, ad una ripartizione della tassazione sugli immobili che vada a diminuire il carico fiscale sulle realtà produttive, essenziali per la ripresa economica del territorio e sulle fasce reddituali più deboli.

Analogo ragionamento intendiamo fare in materia di tassazione sui rifiuti, riteniamo infatti che un confronto con chi fa impresa sul nostro territorio sia necessario per superare situazioni difficili come quelle da voi denunciate che andrebbero affrontate mantenendo, in quelle aziende che producono quasi esclusivamente rifiuti speciali(es: autocarrozzerie), solamente una tassazione riguardante questi ultimi, come già avvenuto in altre realtà a seguito di un percorso analogo. E’ inoltre evidente il peso che la complicata burocrazia italiana reca nei confronti delle nostre imprese, come futuri amministratori ci proponiamo di cercare di ridurre quest’ultimo mediante l’utilizzo delle innovazioni tecnologiche in materia. La digitalizzazione della macchina amministrativa è in grado infatti di velocizzare le pratiche necessarie a chi fa impresa sul territorio, rendendo così più semplice per cittadini l’espletamento delle normali attività quotidiane. La modernizzazione e la semplificazione del portale internet del Comune di Diano Marina, e’ tra le nostre priorità in tal senso”.

LOREDANA GRITA (DIANO OGGI PER DOMANI)

“Intendiamo percorrere ogni via possibile, compatibilmente con le leggi e i regolamenti vigenti sia a livello locale, su cui sicuramente interverremo, sia a livello superiore, oltre che con le risorse che si renderanno disponibili, tenere il più basso possibile il carico burocratico e di tassazione locali, che stanno attualmente gravando sulle imprese. Desideriamo dotare i nostri uffici di nuovi ed adeguati servizi informatici per snellire e velocizzare i processi burocratici. Vogliamo aprirci da subito ad una stretta collaborazione con le imprese locali per favorire investimenti ed occupazione. Per raggiungere questi obiettivi potremo unicamente rivestire il ruolo di regia a facilitazione dei processi, agevolando al massimo l’operatività dei veri protagonisti dello sviluppo economico: le imprese.

Non possiamo, né vogliamo sostituirci ad esse, dovremo, insieme, riuscire a progettare e perseguire uno sviluppo equilibrato. Durante il mandato vorremmo confrontarci con la vostra associazione per esplorare ed eventualmente sperimentare modi diversi di gestire l’economia locale, quali lo scambio di beni e sevizi tra imprese e cittadini anche attraverso l’utilizzo di un sistema monetario locale e compensativo. Questo sistema è atto a diminuire, in parte, l’esosa tassazione nazionale. Questa diminuzione, in considerazione delle vigenti leggi nazionali in materia, può essere solo di modesta entità per gli aspetti monetari, ma può essere decisamente maggiore nel caso di scambio/baratto diretto di beni e servizi. Di fronte all’ enormità impositiva che grava sulle imprese è sicuramente una strada che andrà valutata attentamente anche attraverso lo studio e l’analisi delle molte esperienze che si stanno portando avanti in questo ambito attualmente in Italia”. 

2. Sviluppo territoriale Il territorio può contare su molteplici ed importanti potenzialità. Quali interventi per la valorizzazione delle risorse ambientali, dei prodotti tipici locali, dei beni culturali, del patrimonio edilizio ritiene di mettere in atto per promuovere la città rendendola più attrattiva?

MICHELE CALCAGNO (DIANO RIPARTE)

“La valorizzazione dell’immagine della città è assolutamente prioritaria per qualsiasi sviluppo che si intenda perseguire. Il nostro territorio non manca certo di peculiarità che noi dobbiamo assolutamente evidenziare. La nostra Amministrazione provvederà in campo urbanistico a modificare il PUC per agevolare il recupero edilizio delle volumetrie esistenti per migliorare l’aspetto estetico cittadino e contenere l’uso del territorio, attivare ogni iniziativa tendente a promuovere i prodotti locali e le bellezze naturali ed architettoniche”.

GIACOMO CHIAPPORI (VIVA DIANO)

“Passeremo attraverso un cambiamento epocale, che riguarderà la viabilità e che migliorerà il transito verso le frazioni. Svilupperemo la filiera corta, con il mercatino del venerdì. Negli ultimi sono state aperte numerose rivendite di prodotti locali. Non dimentichiamo che noi abbiamo in lista un eminente rappresentante della categoria, che si occuperà di tutto questo, portando un contributo di qualità. Beni culturali: vorremmo recuperare Villa Scarsella e il Palazzo Muzio, che fa già parte di un progetto riservato a Pelagos, e cioé al Santuario dei cetacei”. 

MARCO GHIRELLI (PARTITO DEMOCRATICO)

“In tema di sviluppo territoriale il nostro comprensorio è ricco di risorse trascurate e scarsamente valorizzate dalle amministrazioni che si sono susseguite alla guida del nostro comune. Per quanto riguarda le risorse ambientali si dovrebbe agire in modo da valorizzare la costa, che avendo problematiche di regressione del litorale sabbioso andrebbe salvaguardata mediante interventi mirati di ripascimento (previo accurati studi delle correnti marine e delle dinamiche di sedimentazione costiera) e di protezione degli arenili attraverso il potenziamento delle strutture esistenti (dighe, pennelli.) soprattutto per quanto riguarda la zona di Borgo Paradiso. Occorre inoltre efficientare, mediante una manutenzione rigorosa il sistema fognario tramite interventi puntuali ma anche strutturali per evitare gli incidenti che tanti problemi hanno creato ai balneari nelle stagioni passate.

Crediamo tuttavia che l’offerta turistica dianese non si possa limitare alla sola fruizione del litorale, esistono infatti grandi possibilità di sviluppo anche legate alla fascia pelagica, una di queste è rappresentata dal Santuario Pelagos, antistante le nostre coste. Tale opportunità andrebbe colta attraverso l’organizzazione di una struttura in grado di portare chi fosse interessato a visitare questa magnifica risorsa mediante apposite imbarcazioni. Possediamo inoltre un entroterra, caratterizzato a livello naturalistico da una straordinaria macchia mediterranea, fatto di imprenditori agricoli produttori di eccellenze enogastronomiche e ricco di storia e cultura, che andrebbe maggiormente tutelato e sfruttato rendendolo così appetibile per un turismo legato alle attività sportive, escursionistiche e culturali. Per fare ciò occorre lavorare insieme alle altre amministrazioni del golfo, differenziando cosi’ la nostra offerta turistica e rendendola decisamente più attraente anche per categorie di turismo che fino ad oggi hanno preferito altri luoghi”.

LOREDANA GRITA (DIANO OGGI PER DOMANI)

“Per gli aspetti appena citati possiamo avvalerci di persone competenti in merito che si sono occupate e specializzate, a vario titolo, di sviluppo locale. Dovremo valutare e censire attentamente tutti i beni materiali ed immateriali, tutti i punti di forza, presenti sul nostro territorio e decidere insieme a imprese e cittadini quali possono rappresentare maggiormente la nostra identità e che andranno valorizzati in modo adeguato. Per realizzare questo vorremmo dialogare con gli altri Comuni del Golfo, perché siamo convinti che solo attraverso un’azione di sistema potremo ottenere dei risultati concreti e raccogliere le sfide e le opportunità che avremo a disposizione. Agiremo su più fronti attraverso la trasformazione della città per renderla più attraente, l’organizzazione di eventi di qualità mirati a quelle eccellenze che andremo a definire e a quegli indirizzi di sistema che intenderemo promuovere. Intendiamo avvalerci, là dove si renderà possibile, di fondi della UE a sostegno dei nostri progetti.

Il nostro sviluppo sarà equilibrato in tutte e tre le sue componenti: economica, sociale ed ambientale. A tale proposito è previsto nel nostro programma l’ adozione e la facilitazione per le imprese e i cittadini di dotarsi di sistemi di efficientamento energetico, la sistemazione e razionalizzazione degli spazi urbani e dei servizi, il potenziamento dell’assistenza di chi si trova in situazioni di disagio e organizzare la formazione degli operatori per attuare politiche di rete e di sviluppo che possano determinare circuiti virtuosi di crescita, che possano produrre maggiore disponibilità monetaria per la municipalità da reinvestire in servizi per imprese e cittadini”. 

3. Welfare Imprenditori, cittadini e famiglie necessitano di interventi volti alla promozione di un sistema concretamente supportivo a fronte di un allungamento della prospettiva di vita e di una crisi economica che ha eroso il loro potere di acquisto di servizi. Come intende sostenere concretamente lo sviluppo di un sistema sociale che risponda con efficacia ed efficienza ai bisogni delle persone e possa rappresentare, magari, la base per la creazione di un modello di Welfare in cui pubblico, privato e terzo settore collaborino?

MICHELE CALCAGNO (DIANO RIPARTE)

La situazione del disagio sociale è direttamente proporzionale alla crisi che non trova lo sbocco come spesso sbandierato da politici diciamo così “troppo ottimisti”. A tutto ciò bisogna rispondere con l’attivazione di regole e promozioni più incisive di quelle messe in atto dall’attuale gestione. Attraverso il “Forum delle realtà associative” istituire tutte le iniziative volte alla cura della popolazione disadattata ed emarginata e attraverso un mutualismo popolare istituire la “Banca del Tempo”, potenziare i Servizi Sociali e migliorare l’informazione facilitando l’accessibilità ai fruitori dei servizi. 

GIACOMO CHIAPPORI (VIVA DIANO)

Diano Marina è in prima linea con il Distretto socio-sanitario. Cerchiamo di mettere il massimo impegno perché la situazione oggi è drammatica. Abbiamo posto molta attenzione al problema ma la Regione Liguria ogni anno taglia i fondi. Il budget totale dei Servizi Sociali nel Golfo Dianese supera i 700mila euro. Facciamo tutto ciò che ci viene richiesto e che è possibile fare. Sono somme e energie enormi per le nostre possibilità. 

MARCO GHIRELLI (PARTITO DEMOCRATICO)

“In una fase di forte sofferenza economica per l’intero tessuto sociale del nostro Paese, dalla quale solo ora si intravede una lenta via d’uscita, occorre fare in modo che nessun cittadino venga lasciato indietro. Le imprese italiane hanno il compito fondamentale di fare da traino a questa fase ma per farlo necessitano di provvedimenti da parte degli amministratori in grado di mettere in atto una semplificazione della burocrazia e una diminuzione della tassazione a loro carico. Solo creando questi presupposti, la ripresa economica può avere effetti concreti sulla popolazione mettendo in campo nuovi posti di lavoro e dunque nuove energie in grado di supportarla. Per quanto riguarda il miglioramento dei servizi a quelle fasce di cittadinanza più deboli una delle nostre proposte riguarda la realizzazione di un servizio a domicilio misto pubblico-privato in grado di facilitare l’accesso ai generi di necessità soprattutto in luoghi periferici come le frazioni.

Inoltre esistono nuove opportunità per quanto riguarda soluzioni abitative riservate alle fasce reddituali più basse mediante la partecipazione a bandi regionali in grado di offrire contributi per il pagamento del canone di locazione, molto spesso tali opportunità non vengono colte per mancanza di informazione presso la cittadinanza, l’amministrazione dovrà curarsi di dotare i cittadini di tutti gli strumenti in campo per porre rimedio a situazioni difficili come quelle citate, avvicinandoli così alle istituzioni. Il comparto del sociale, a nostro avviso, è stato per troppo tempo depauperato a tutti i livelli, sarà nostra cura evitare nuovi tagli anche in vista dell’alleggerimento delle normative in materia di patto di stabilità per quanto riguarda i bilanci degli enti locali, che renderà disponibili nuove risorse, previsti dalla nuova legge di stabilità”.

LOREDANA GRITA (DIANO OGGI PER DOMANI)

“Bella domanda, ma difficile risposta. Il nostro sogno sarebbe quello di riuscire a dare supporto a tutti. Vi inviterei anche di diffidare di chi dichiara di avere delle soluzioni in tasca. Parlo di sogno perché sappiamo tutti che, in presenza di una oramai conclamata “crisi sistemica” in cui ci troviamo, non sarà facile gestire queste situazioni. La crisi dura oramai da diversi anni e purtroppo in Italia i dati Istat parlano chiaro: ad una chiara diminuzione di potere di acquisto da parte dei cittadini, all’aumento dei casi di disoccupazione e disagio profondi, sono corrisposti una diminuzione della spesa in welfare e dei trasferimenti ai Comuni oltre che della disponibilità economica degli stessi. Appare indispensabile per gli amministratori aprire un dialogo costruttivo e di co-progettazione con il Terzo Settore, così come inteso dalla Legge Regionale Liguria n°42 del 2012. Deve essere riconosciuta una funzione pubblica al Terzo Settore quale protagonista nell’attuazione dei principi costituzionali della solidarietà e sussidiarietà.

Co-progettare significa ascoltare in fase di bilancio preventivo, quali sono i bisogni sociali che emergono dalla rete rappresentata dal Terzo Settore.Occorre sedersi ad un tavolo con le Associazioni di Volontariato, le Associazioni di Promozione Sociale, le Cooperative e definire con loro un piano di sviluppo sociale condividendo con loro criticità e risorse. Vorremmo coinvolgere il Terzo Settore, anche attraverso i patti di sussidiarietà, per le seguenti problematiche: la difesa dei diritti, dall’infanzia agli anziani, dalle persone con disabilità alle fasce più deboli. Infine il tema del “lavoro” che rimane una priorità sociale molto importante. Per riuscire a districarsi in una simile situazione dovremo dar sfoggio di competenza e creatività. L’evidenza ci mostra territori che stanno soffrendo meno, non si tratta di fortuna, si tratta di scelte consapevoli e corrette. In un Paese in evidente declino, che potrebbe vivere solo valorizzando le infinite ricchezze naturali e culturali di cui dispone, ci sono territori che risultano essere “isole felici”. Sono quei territori che hanno saputo crearsi una identità e dotarsi di uno sviluppo equilibrato, attento a persone, imprese e ambiente”.

DIRETTA Sindaci a confronto Diano Marina