Attualità, Home — 22 gennaio 2014 alle 17:11

PROCESSO “LA SVOLTA” – Il “pentito” Oliverio: “Quella mattina quando uscimmo da casa incontrammo i fratelli Pellegrino. Savino mi disse che il pomeriggio mi avrebbe portato da Peppino Marcianò”

Continua il contro esame da parte dell’avvocato Marco Bosio del super collaboratore di giustizia Francesco Oliverio. “Nel 2008 – racconta Oliverio – eravamo a casa di Angelo Oliveri, fuori dall’abitazione c’erano una trentina di auto. C’era un Ingresso con un tinello, una cucina e due stanze da letto. Nella casa non c’era odore perché la moglie di Angelo aveva aperto […]

di Gabriele Piccardo

PROCESSO LA SVOLTA  (207)
Continua il contro esame da parte dell’avvocato Marco Bosio del super collaboratore di giustizia Francesco Oliverio.

“Nel 2008 – racconta Oliverio – eravamo a casa di Angelo Oliveri, fuori dall’abitazione c’erano una trentina di auto. C’era un Ingresso con un tinello, una cucina e due stanze da letto. Nella casa non c’era odore perché la moglie di Angelo aveva aperto le finestre prima di iniziare. Era la prima volta che assistevo a questa operazione. Io ero alleato con gli Arena. I Papalia avevano la forza di smerciare la cocaina a Milano sulle grosse quantità. All’indomani mi reco a Mentone. Ferdinando aveva un agenzia di modelle e cercavo di spostarmi con un incensurato per destare meno sospetti. Sono andato nei night di Sanremo. La gelateria a Mentone si trova nei pressi del Casinò si va a sinistra e poi la gelateria si trova sulla sinistra.

La sera a Sanremo ci dà alloggio Savino e poi siamo andati a trovare i calabresi. Per regole di ‘ndrangheta ero apposto,dopo aver incontrato quella persona. Quella mattina quando uscimmo da casa incontrammo i fratelli Pellegrino. Savino mi disse che il pomeriggio mi avrebbe portato da Peppino Marcianò. Saverio è un “contrasto onorato”. C’era un bar vicino alla casa di Savino. Savino sapeva che stava iniziando un’operazione con i Marcianò e per educazione si è allontanato di qualche mese. Vado a Ventimiglia con Ferdinando e Savino. Abbiamo mangiato in una sala semi appartata ci hanno messo dietro ad un séparé. Siamo rimasti un paio d’ore, era una cena di cortesia non abbiamo parlato di questioni di ‘ndrangheta. Erano già tutti a conoscenza dell’incontro del pomeriggio con Peppino. Non siamo entrati nei merito dell’operazione. Con i Pellegrino abbiamo parlato e mi hanno chiesto: come rimaniamo? Loro mi hanno detto non appena arriva tramite Giovanni… La sera poi non sono tornato a casa di Savino”.

 
 
 
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