Home, Politica — 23 gennaio 2014 alle 16:29

ALLAGAMENTO CANTIERE PALASALUTE. CASANO: “TOMBINATURA VECCHIA E NON ADEGUATA” – Il capogruppo de “La Svolta” riaccende le polemiche

Alessandro Casano, capogruppo de “La Svolta” in consiglio comunale, ha preso posizione in merito all’allargamento del cantiere per la realizzazione del Palasalute di via Acquarone, riaprendo di fatto l’annosa polemica sull’ubicazione e sull’utilità della struttura. “Tre giorni di pioggia hanno messo in ginocchio un’intera provincia. Gli eventi drammatici di questi giorni, all’origine dei quali è sempre riconoscibile la mano irresponsabile […]

di Redazione

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Alessandro Casano, capogruppo de “La Svolta” in consiglio comunale, ha preso posizione in merito all’allargamento del cantiere per la realizzazione del Palasalute di via Acquarone, riaprendo di fatto l’annosa polemica sull’ubicazione e sull’utilità della struttura.

Tre giorni di pioggia hanno messo in ginocchio un’intera provincia. Gli eventi drammatici di questi giorni, all’origine dei quali è sempre riconoscibile la mano irresponsabile dell’uomo, riportano prepotentemente di attualità la scelta di costruire il cosiddetto palasanità sul greto di un torrente, in via Acquarone.
Come prima considerazione “di opportunità” mi limito a sottolineare che l’esistenza di un palasalute è funzionale ad un nuovo ed auspicabile ospedale unico la cui costruzione non è ancora certa. Non si capisce quindi perché iniziare dalla costruzione di una struttura non indispensabile e che dovrebbe venire per ultima, sottraendo risorse alla realizzazione del nuovo ospedale che è invece veramente necessario. Le funzioni di un palasalute, cioè ambulatori e uffici, possono essere benissimo svolte dagli edifici che già esistono o che si renderebbero liberi nel momento in cui si trasferissero le strutture ospedaliere nel nuovo ospedale. Senza contare il fatto poi che Imperia è piena di edifici pubblici inutilizzati, quasi tutti in posizione centrale, che vengono lasciati in abbandono.
Detto ciò, è un dato di fatto che la tombinatura del rio Artallo è vecchia di decenni e non adeguata a garantire un efficace drenaggio delle acque in condizioni di forti precipitazioni. Inoltre non è un mistero che le opere in corso sono molto al di sotto della quota di falda e della stessa quota di scorrimento del corso d’acqua in oggetto. A ciò si aggiunga che il sito prescelto storicamente ha sempre manifestato gravi problematiche idrogeologiche e il preesistente parcheggio in superficie veniva sistematicamente chiuso in occasione di eventi meteorici anche modesti.
Il recente allagamento, che certamente merita delle spiegazioni di ordine tecnico e idraulico che saranno oggetto di un mio prossimo question time, ricorda molto la vicenda del parcheggio sotterraneo (forse meglio dire subacqueo) del porto di cui credo nessuno abbia mai visto il fondo durante i lavori. Sappiamo tutti com’è finita ed in quali condizioni si trova oggi, a fronte di ampie garanzie, spiegazioni tecniche, e un mare di soldi spesi.
Non vorremmo che questo fosse solo il preludio di ciò che accadrà in presenza di condizioni meteo avverse quando il palasanità sarà ultimato e dovrà fornire un servizio pubblico. L’ubicazione di questa struttura appare in perfetta continuità con le scelte che hanno ridotto il nostro territorio in uno stato di generale dissesto idrogeologico e contrasta apertamente con il principio per cui la Pubblica Amministrazione dovrebbe essere modello di buona costruzione e senso di responsabilità.
La spesa per un nuovo palasanità (si parla di 12 milioni di euro) non sembra poi così giustificata soprattutto alla luce della situazione economica attuale, e rafforza nei cittadini l’idea di uno stato che spreca il denaro pubblico in opere mal concepite e spesso inutili. In sostanza si tratta di una scelta molto discutibile e imprudente, del tutto in linea con la condotta politica che ha ridotto l’Italia allo sfascio, contro l’interesse dei cittadini e che servirà solo a buttare via denaro pubblico”.