Attualità, Home — 23 gennaio 2014 alle 16:50

PROCESSO LA SVOLTA – LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI E TELEFONICHE. La deposizione del Carabiniere del nucleo operativo di Imperia, Diego Torrente

Dopo la deposizione del Maresciallo Campese durante il processo “La Svolta”, è il turno di un altro carabiniere del nucleo operativo di Imperia, Diego Torrente, chiamato a riferire di tutte le intercettazioni ambientali e telefoniche che sono state registrate durante le indagini. Le più importanti sono state quelle che hanno interessato il ristorante “Le Volte” di Ventimiglia in Via Colombo, […]

di Selena Marvaldi

foto(1)Dopo la deposizione del Maresciallo Campese durante il processo “La Svolta”, è il turno di un altro carabiniere del nucleo operativo di Imperia, Diego Torrente, chiamato a riferire di tutte le intercettazioni ambientali e telefoniche che sono state registrate durante le indagini.

Le più importanti sono state quelle che hanno interessato il ristorante “Le Volte” di Ventimiglia in Via Colombo, gestito dalla famiglia Marcianò e intestato alla moglie di quest’ultimo : “Abbiamo predisposto un’intercettazione ambientale dentro e fuori il locale. Prima quella esterno nel luglio 2010 e poi quella interno a settembre nel 2010. Le operazioni sono state ultimate poi a gennaio nel 2011 quando il locale è stato chiuso. Abbiamo anche installato una telecamera in via Colombo, vicino al locale, che riprende sia nel dehor sia chi entrava o usciva dalla porta principale. Quando è stato possibile e necessario abbiamo anche effettuato dei servizi di o.c.p – osservazione, controllo, pedinamento -  per determinati soggetti di rilievo che si avvicinavano o entravano nel locale. L’intercettazione era già stata avviata in un altro procedimento, quello “Spi.ga” e, anche questa volta “compare Peppino”, Giuseppe Marcianò, era già stato individuato

Altre intercettazioni sono state effettuate dentro alla casa di Giuseppe Marcianò, in via Marconi 109 a Vallecrosia, subito dopo la chiusura del ristorante. In casa abitavano il figlio, Vincenzo Marcianò e la compagna. Anche in questo caso sono state collocate delle telecamere all’esterno dell’abitazione che permettevano di controllare chi entrava o usciva dal condominio e, qualora necessario, della altre o.c.p.“.

Il riconoscimento dei vari utenti delle telefonate è stato effettuato sia grazie all’aiuto delle telecamere e ovviamente della voce, ma anche dal fatto che spesso veniva detto durante la conversazione, il nome di uno o dell’altro interlocutore. Svariati i cellulari poi messi sotto controllo, le auto controllate e le telecamere posizionate in alcuni punti critici per lo svolgimento delle indagini.