Attualità, Home — 27 gennaio 2014 alle 16:24

CASA COLOSSEO. SCAJOLA: “QUESTA ASSOLUZIONE MI RIDA’ LA CREDIBILITA’. TORNARE IN POLITICA? CI RIFLETTERO’” /VIDEO

Claudio Scajola ai microfoni di TGCOM 24, ecco le parole dell’ex Ministro a pochi minuti dall’assoluzione. “Dal primo giorno so qual è la verità, l’ho sempre dichiarata, che voi possiate esser testimoni. Ho sempre detto la stessa cosa dal primo giorno e quindi risultavo non credibile, perché non ho mai inventato palle, ho detto sempre quello che era. Ci sono […]

di Selena Marvaldi
L'On. Claudio Scajola

L’On. Claudio Scajola

Claudio Scajola ai microfoni di TGCOM 24, ecco le parole dell’ex Ministro a pochi minuti dall’assoluzione.

“Dal primo giorno so qual è la verità, l’ho sempre dichiarata, che voi possiate esser testimoni. Ho sempre detto la stessa cosa dal primo giorno e quindi risultavo non credibile, perché non ho mai inventato palle, ho detto sempre quello che era. Ci sono voluti 3 anni e 9 mesi a dimostrare che quello che dicevo era vero. Direi che in quel momento, quando decisi di dimettermi, non avevo neanche un avviso di garanzia, ma l’ho fatto perché mi rendevo conto che di fronte a questo enorme scandalo ogni spiegazione non era comprensibile, nè avevo elementi di risposta perché non conoscevo se non quello che io avevo fatto con correttezza, forse con ingenuità, ma con correttezza.

Dopo tre anni e nove mesi mi sono accorto che mi è stato ridato l’onore che è la cosa che più conta. Questo processo non doveva  neanche incominciare perché era prescritto dal 2010 e quindi la mia preoccupazione era che lo stesso accanimento per il quale si è voluto comunque aprire questo processo portasse a una via di fuga più facile che era quello di prescriverlo e questo mi avrebbe dato la tranquillità di non temere nulla, ma avrebbe però lasciato un’ombra. Invece l’assoluzione nel merito mi ridà quello che per me, per chi fa politica, è essenziale la credibilità.

Tutt’ora si dice “a mia insaputa”, ma io per la verità quella frase non l’ho mai pronunciata, io in quell’occasione dissi che mi dimettevo pur non avendo un avviso di garanzia perché ritenevo essenziale che chi è impegnato nelle istituzioni non potesse presentarsi di fronte ai cittadini con un sospetto di questo genere e quindi mi chiamai fuori, mi dimisi subito, senza aspettare delle richieste di dimissioni o delle, addirittura, iniziative parlamentari di sfiducia nei miei confronti decidendo da subito che si dovesse aspettare che si capisse cosa era successo. Non ho detto la frase “a mia insaputa”, ho detto quelle che potevo dire e cioè che io avevo comprato l’appartamento con assegni, facendo un muto che pago ancora oggi e che non sapevo nulla se era successo qualcosa alle mie spalle.

Ma purtroppo in questa società è più facile la giustizia sommaria che l’approfondimento delle cose. In Tribunale si sono approfondite le cose e abbiamo visto che tante volte quello che usciva sui giornali non corrispondeva a quello che veniva dichiarato in Tribunale. Questo non poteva che produrre la sentenza che ha prodotto quella di assoluzione piena. Lei mi dice “mi ha trovato emozionato” ecco, molto scosso. Non che avessi perso la fiducia che prima o poi la giustizia sarebbe venuta, ma stamattina a mia moglie ho detto al telefono che mi chiedeva se avevo dormito: “Guarda, la verità viene fuori, io mi auguro che venga prima e non dopo”, ed è venuta subito e questo mi regala soddisfazione anche se ciò che mi è stato tolto nessuno me lo potrà mai ridare.

In questi quattro anni ho avuto la fortuna di avere una famiglia meravigliosa e tanti, tanti amici che non credevano a quello che veniva detto e scritto e che mi hanno confortato ogni giorno. Questo è stato il motivo per cui ho retto bene in questi quattro anni. Adesso non posso dire che sono contento, sono soddisfatto perché la verità è emersa, ma certo le sofferenze sono state tremende.

Devo dire che Berlusconi è sempre informatissimo perché la sentenza era appena uscita e dopo un minuto la prima telefonata è stata la sua e quella di Fedele Confalonieri al quale, come è noto, sono da tantissimi anni affezionato amico, non è solo un rapporto politico è un rapporto di amicizia. Adesso ho tanti pensieri, il primo di tornare a casa con i miei, poi quello di tranquillizzare anima e mente. Dopo si risponde alle richieste, non si va in prima fila, si sta in ultima fila, sono gli altri che devono chiedere. Se qualcuno mi dovesse chiedere di tornare in politica ci rifletterò”.

Selena Marvaldi – Gabriele Piccardo