Home, Politica — 29 gennaio 2014 alle 00:08

CLAUDIO SCAJOLA A “BALLARÒ” – “MI SONO DIMESSO E HO PRESO SBERLE DA UNA PARTE E DALL’ALTRA”. E sulla Giustizia: “Utilizzo spregiudicato delle intercettazioni, delle perquisizioni, c’è necessità di riformarla”.

“Non parlatemi più della casa al Colosseo, dove non abito da molto tempo, che non voglio più vedere. Non parlatemi più di questo processo perché sono stato oggetto di un continuo vilipendio mediatico che ha condizionato la vita politica mia e anche credo non soltanto quella mia, adesso basta”.   L’ex Ministro Claudio Scajola torna a parlare del processo sulla […]

di Gabriele Piccardo

scajola

Non parlatemi più della casa al Colosseo, dove non abito da molto tempo, che non voglio più vedere. Non parlatemi più di questo processo perché sono stato oggetto di un continuo vilipendio mediatico che ha condizionato la vita politica mia e anche credo non soltanto quella mia, adesso basta”.  

L’ex Ministro Claudio Scajola torna a parlare del processo sulla compravendita della casa con vista sul Colosseo dal quale è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato” attraverso i microfoni di Andrea Scazzola di “Ballarò”.

“Non dissi a mia insaputa, – continua Scajola – lo scriveste voi (la stampa) che era anche abbastanza logico. Quando mi dimisi io dissi che sapevo quello che avevo fatto per l’acquisto di una casa, accendendo un mutuo, quello che normalmente si fa. Se c’era qualcos’altro dietro non era a mia conoscenza, non conoscevo questo fatto e se ne fossi venuto a conoscenza sarei uscito da quella casa. Così ho fatto dimettendomi da Ministro, ci sono voluti 3 anni e 9 mesi. È una sentenza che non lascia dubbi, parliamo d’altro”.

Però Anemone a qualcuno questi soldi li ha dati anche se lei non lo sapeva. “Questo non è un mio problema che non inerisce alla mia responsabilità”.

Com’è andato l’acquisto di questa casa?Io ho fatto un mutuo, sono andato dal notaio e ho acquistato questa casa al prezzo stabilito nell’atto, il resto non è un problema mio. Ma lei vuole fare un altro processo? Allora la piantiamo, il processo è finito”.

Però ci sono dei problemi che restano politici… il modo di fare, il modo di rapportarsi che anche se non costituiscono reato, costituiscono un problema politico.

Certo, l’opportunità. Io per opportunità mi dimisi da ministro senza aver avuto un avviso di garanzia nel 2010. Però sa cosa le dico che essendomi dimesso non ho avuto il rispetto di chi si è dimesso in attesa che la magistratura facesse chiarezza ma mi sono trovato le sberle da una parte e dall’altra, cioè, essendomi dimesso il messaggio che è passato in questa società malata nella quale viviamo è stato un messaggio quasi a dire è un’ammissione di colpevolezza, questo è molto grave”.

Cosa pensa sul caso De Girolamo?

Penso che anche sulle De Girolamo ci sia stato prima un processo mediatico e non so neanche se ci sarà quello dei tribunali perché sino adesso non ha nessun avviso di garanzia. Assistiamo a continue fughe di notizie in molte procure italiane, a un utilizzo spregiudicato delle intercettazioni, delle perquisizioni, c’è necessità di riformare la giustizia”.

Che dovrebbe fare un politico di fronte a vicende giudiziarie che lo mettono in difficoltà?

Mi pare di capire che ci sia quasi in un momento di difficoltà della politica, come ormai è da qualche anno, ci sia quasi la volontà di invertire la gerarchia dei poteri nel Paese, quasi a dire e ad affermare che comunque sia, oggi, è più significativo quello che viene affermato attraverso una fuga di notizie di qualche procura o ad un avviso di garanzia è più importante della ricerca della verità, c’è una confusione tra i poteri”.

http://www.youtube.com/watch?v=-5D3pLywnJE