Attualità, Home — 29 gennaio 2014 alle 12:54

PROCESSO “LA SVOLTA” – “VOGLIO ENTRARE NELLA ‘NDRANGHETA, LI COSTRINGERO’ A FARMI IL BATTESIMO”. La telefonata intercettata di Alessandro Macrì con il padre

Proseuge la deposizione del Maresciallo Camplese che ha continuato a spiegare nel dettagli le varie intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte nell’ambito del processo “La Svolta” ce ne sono state molte che avevano come argomento principale la necessità di riservatezza e i dubbi inerenti la richiesta di Macrì Alessandro di diventere affiliato e di ottenere dunque il battesimo nella ‘ndrangheta. “Fra […]

di Selena Marvaldi

la svoltaProseuge la deposizione del Maresciallo Camplese che ha continuato a spiegare nel dettagli le varie intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte nell’ambito del processo “La Svolta” ce ne sono state molte che avevano come argomento principale la necessità di riservatezza e i dubbi inerenti la richiesta di Macrì Alessandro di diventere affiliato e di ottenere dunque il battesimo nella ‘ndrangheta.

Fra le altre – racconta il Maresciallo -  c’è stata una conversazione, registrata nel 2010, nel dehor del ristorante le Volte tra Marcianò Giuseppe, Scarfo Giuseppe e Salvatore Fighera  mentre i tre commentavano un giornale. Situazione simile anche il 13 agosto 2010 tra Marcianò giuseppe e Fighera Salvatore. Commentando il giornale arrivano a capire che qualcuno deve aver parlato per aver fatto trapelare certe informazioni in relazione alla presenza della famosa camera di controllo.Molte conversazione erano in dialetto calabrese, alcuni colleghi le traducevano per noi” spiega il Maresciallo.

In altre conversazioni Marcianò Giuseppe si lamenta con Carlino Domenico dichiarando: “Se esce qualche figlio di puttana che parla su Ventimiglia“…segnalando così una forte preoccupazione sulla presenza di qualche infiltrato.

“Abbiamo assistito in diretta a una richiesta in diretta di affiliazione da parte di Macrì Alessandroracconta il Maresciallo –   ed è stata la circostanza che ha originato il procedimento penale. Gli elementi probatori sull’aspetto del battesimo sono stati acquisiti dal punto di vista di Marcianò e successivamente dal punto di vista di Macrì Alessandro in due momenti temporali diversi”

Cosentino Giuseppe e Marcianò Giuseppe hanno avuto poi un’altra conversazione inerente alla mancanza di riservatezza da parte di alcuni componenti facendo riferimento a delle informazioni di “ultimo livello” che però erano conosciute anche da altre persone che non dovevano sapere niente. Vari colloqui sono stati poi registrati tra Marcianò e Scarfò lamentandosi sempre dell’atteggiamento poco riservato di Barillaro Fortunato e Palamara Antonio, ma poi concludendoso sempre rallegrandosi della sua capacità di dissumulare la sua posizione: “Se non mi comportavo così, eravamo tutti in galera. Erano 20 anni che non c’era più niente”

In altre conversazioni viene giudicato Macrì Alessandro come poco riservato e poco affidabile, in particolare per alcune frasi di cui Marcianò era venuto a conoscenza riguardanti il fatto che Macrì si vantava dicendo che sarebbe diventato il capo di Vallecrosia: “Divento io il primo che sono il più giovane“.

L’affiliazione di Macrì Alessandro ha creato particolare scompenso e opionioni divergenti. Soprattutto Marcianò Giuseppe ha continuato a dichiarare: “Se lo fanno, fanno un errore”, accusando la scarsa capacità critica da parte di chi voleva portare avanti questa scelta di affiliazione.

Le forze dell’ordine, una volta capita la volontà di Macrì di entrare nella ‘ndrangheta, hanno provveduto a mettere sotto controllo anche quest’ultimo. Le conversazioni in particolare, come quella tra padre e figlio Macrì: “Voglio entrare nella ‘ndrangheta, li costringerò a farmi il battesimo”.