Attualità, Home — 30 gennaio 2014 alle 16:29

“PER RIMUOVERE IL TRENO USEREMO UNA POTENTE GRU POSIZIONATA SU UN PONTONE GALLEGGIANTE” – L’Rfi svela le modalità di intervento sulla ferrovia di Andora

Maurizio Gentile, direttore di produzione Rfi, in un’intervista rilasciata al Corriere.it ha spiegato le modalità di rimozione del treno deragliato e della linea ferroviaria nel tratto Andora-San Bartolomeo al Mare. “Noi abbiamo già predisposto il nostro piano per la messa in sicurezza dell’area, per poter poi operare in assoluta tranquillità – ha spiegato Gentile – La prima cosa che faremo […]

di Mattia Mangraviti

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Maurizio Gentile, direttore di produzione Rfi, in un’intervista rilasciata al Corriere.it ha spiegato le modalità di rimozione del treno deragliato e della linea ferroviaria nel tratto Andora-San Bartolomeo al Mare.

Noi abbiamo già predisposto il nostro piano per la messa in sicurezza dell’area, per poter poi operare in assoluta tranquillità – ha spiegato Gentile – La prima cosa che faremo sarà la stabilizzazione dell’area franata con la chiodatura del terreno con delle tecniche specializzate, ma già collaudate. Successivamente procederemo con la demolizione del terrazzo crollato facendolo a pezzi con macchine particolari, studiate proprio per rompere il calcestruzzo. Questa operazione di frantumazione, verrà fatta mentre, nel frattempo, lato monte, verrà fatta una berlinese, pali infissi nel terreno in modo tale che quando verrà rimosso il terrazzo si potrà procedere anche a rimuovere la terra franata a valle senza compromettere la stabilità del treno. Una volta ripulito tutto questo terreno sarà possibile cominciare la fase di rimozione della terza e della quarta vettura che attualmente stanno sostenendo la terra franata. Per quanto concerne il recupero del locomotore e della prima e seconda vettura, stiamo valutando due opzioni, un recupero via terra e un recupero via mare. In questo momento il recupero via mare appare come il più probabile perché offre più garanzie di sicurezza. Porteremo un pontone che si ancorerà a circa 60 metri di distanza dalla costa, che con una gru molto potente arriverà fino al locomotore per riprenderlo e rimetterlo sui binari. Poi in sequenza recupereremo la terza e la quarta vettura. Uso degli elicotteri? Non hanno la potenza sufficiente, stiamo parlando di un oggetto, il locomotore, che pesa 80 tonnellate. Sarebbe stato possibile se l’avessimo fatto a pezzi sul posto, ma con questa operazione riusciremo a recuperare integralmente il treno. I tempi? Sono quelli che abbiamo dichiarato. Dalle 6 alle 8 settimane, dal momento del dissequestro. Inizialmente la via ferroviaria sarà riaperta con un rallentamento del transito. Lavoreremo in assoluta sinergia con vigili del fuoco e Protezione Civile. Tutto avverrà in assoluta collaborazione”.