Attualità, Home — 5 febbraio 2014 alle 14:32

BENI CONFISCATI ALLA MAFIA: ANCHE LA LIGURIA PROMUOVE IL LAVORO DELL’ASSOCIAZIONE LIBERA- Al via monitoraggio immobili sequestrati .

Beni confiscati alle mafie, la Regione Liguria al lavoro con l’associazione “Libera” per promuoverne l’utilizzo sociale. E proprio per ottenere una costante mappatura dei beni confiscati alla criminalità organizzata e fornire assistenza agli enti interessati all’assegnazione, la Regione Liguria e l’Università di Bologna hanno sottoscritto una convenzione. L’intesa prevede l’avvio in Regione Liguria di uno stage formativo nell’ambito del percorso […]

di Redazione

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Beni confiscati alle mafie, la Regione Liguria al lavoro con l’associazione “Libera” per promuoverne l’utilizzo sociale.
E proprio per ottenere una costante mappatura dei beni confiscati alla criminalità organizzata e fornire assistenza agli enti interessati all’assegnazione, la Regione Liguria e l’Università di Bologna hanno sottoscritto una convenzione.
L’intesa prevede l’avvio in Regione Liguria di uno stage formativo nell’ambito del percorso di master “Pio la Torre” sulla gestione e il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alle mafie.
“Il progetto, promosso a livello nazionale dall’associazione Libera, nasce dalla necessità di realizzare una mappatura georeferenziata che formi una carta tematica del Piano territoriale regionale, inserendosi nel contesto locale, come stabilito dalla legge regionale in tema di prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità e impegnando la Regione Liguria ad assicurare un proficuo riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati”, spiega l’assessore al personale della regione Liguria Matteo Rossi.
Sono 58, fino a oggi, i beni confiscati alla criminalità organizzata, tra immobili e imprese economiche.
Aggiunge l’assessore ligure: “L’obiettivo di questo provvedimento è dar vita a un monitoraggio degli immobili sequestrati, per capire quanti, quali e a cosa siano stati destinati e quali, invece, abbiano subito rallentamenti o problematiche nel stabilirne il loro riutilizzo, analizzando e valutando a quale funzione sociale potrebbero essere destinati, anche per restituire alla collettività ciò che le era stato illegalmente tolto”.