Home, Politica — 12 febbraio 2014 alle 11:21

PRIMARIE PER LE ELEZIONI DEL SEGRETARIO REGIONALE PD – SEL: “Chiediamo al prossimo segretario discontinuità in regione”

In vista delle primarie per eleggere il segretario regionale del PD che si terranno domenica 16, Sel Liguria chiede al prossimo segretario PD discontinuità in regione. Le primarie di domenica prossima per eleggere il segretario regionale del PD sono un atto che coinvolge i cittadini vicini a quel partito: noi siamo di SEL e stiamo attenti a non fare invasioni […]

di Selena Marvaldi

logo-SelIn vista delle primarie per eleggere il segretario regionale del PD che si terranno domenica 16, Sel Liguria chiede al prossimo segretario PD discontinuità in regione.

Le primarie di domenica prossima per eleggere il segretario regionale del PD sono un atto che coinvolge i cittadini vicini a quel partito: noi siamo di SEL e stiamo attenti a non fare invasioni di campo. Però è indubitabile che il risultato delle primarie avrà riflessi più generali: non sarà di poco conto quale sarà il nome del nuovo segretario per definire alleanze e programmi nei tanti piccoli e medi comuni liguri che andranno al voto a maggio e ciò vale ancor più per le elezioni regionali dell’anno prossimo.

Finora il confronto delle primarie ha toccato una riflessione sul governo regionale ed abbiamo apprezzato le idee di chi ha posto al centro la necessità di una discontinuità, in primo luogo nei programmi, rispetto al governo Burlando. Come del resto in materia di contenuti abbiamo valutato favorevolmente chi ha puntato l’attenzione su temi a noi cari: il reddito minimo garantito, lo stop al consumo di suolo e la questione ambientale, la priorità alle problematiche del lavoro.

Vorremmo, per rendere più chiaro il confronto, che i candidati si pronunciassero anche sulle “larghe intese”, sostenute dal PD in questa tornata elettorale in tanti comuni di orientamento moderato. Noi, in sintonia con il giudizio che diamo sul governo Letta, la consideriamo una formula da non perseguire, perché può anche fare vincere ma non è in grado di produrre cambiamento e riforme.