Home, Imperia — 12 febbraio 2014 alle 17:48

MERCATO COPERTO DI ONEGLIA NEL DEGRADO – I commercianti: “Chiediamo un incontro con il sindaco” / Il reportage di ImperiaPost

“Cambia il vento e le promesse volano via con esso?”. ImperiaPost torna a parlare del mercato coperto di Oneglia e delle condizioni igienico sanitarie, di “sicurezza”, nonché di mancato decoro in cui versa. I commercianti, e non solo loro, attendono da anni l’installazione di una pedana per consentire ai disabili, alle mamme con i passeggini e agli anziani l’ingresso all’interno […]

di Gabriele Piccardo

mercato coperto  (14)“Cambia il vento e le promesse volano via con esso?”. ImperiaPost torna a parlare del mercato coperto di Oneglia e delle condizioni igienico sanitarie, di “sicurezza”, nonché di mancato decoro in cui versa. I commercianti, e non solo loro, attendono da anni l’installazione di una pedana per consentire ai disabili, alle mamme con i passeggini e agli anziani l’ingresso all’interno della struttura ubicata nel pieno centro storico di Oneglia. La mancanza della pedana, però, è solo uno dei molti problemi che presenta la struttura costruita negli anni ’30. L’edificio visto dall’esterno ha più le sembianze di un carcere piuttosto che di un mercato. Sporco, con le finestre/grate arrugginite e la pavimentazione davanti agli ingressi in pessimo stato.

Entrando nella struttura la situazione non migliora, anzi. I neon che periodicamente si staccano dal soffitto, luci spente, infiltrazioni d’acqua, pezzi di intonaco che cadono in testa ai clienti e ai commercianti, ragnatele e l’impianto elettrico datato guerra del golfo. Ma il vero campo di battaglia si registra al piano – 1 della struttura comunale. Le immagini che vi mostriamo sono state scattate questa mattina, ogni altro commento ci pare superfluo.

I commercianti lanciano un appello, l’ennesimo, all’amministrazione: “Chiediamo un incontro con il sindaco Capacci e il vice sindaco Zagarella perché abbiamo anche delle proposte per migliorare lo stato della struttura quasi a costo zero. Sappiamo che non ci sono fondi e che la “coperta è corta” ma anche a fronte dei lavori di riqualificazione di cui stanno godendo i nostri colleghi portorini crediamo di avere anche noi il diritto di lavorare in un ambiente pulito e a norma di legge”.