Home, Politica — 15 febbraio 2014 alle 10:45

DEGRADO DEL TERRITORIO IMPERIESE – ANTONELLO RANISE: “Il Ponente sta morendo. C’è bisogno di una forte personalità politica come Claudio Scajola”

Antonello Ranise, coordinatore comunale di FI, interviene in merito al degrado del nostro territorio e alla mancanza di un forte riferimento politico nazionale. “Credo sia evidente a tutti come la Liguria e il ponente ligure in modo particolare, stiano attraversando un periodo di estrema sofferenza, politica e sociale ancor prima che economica. Ovviamente le cause sono molte, a partire dalla […]

di Selena Marvaldi

ranisescajola.jpgAntonello Ranise, coordinatore comunale di FI, interviene in merito al degrado del nostro territorio e alla mancanza di un forte riferimento politico nazionale.

Credo sia evidente a tutti come la Liguria e il ponente ligure in modo particolare, stiano attraversando un periodo di estrema sofferenza, politica e sociale ancor prima che economica. Ovviamente le cause sono molte, a partire dalla gravissima crisi congiunturale che ha colpito il nostro paese e che a sua volta è imputabile a molte variabili, di carattere nazionale e internazionale. Tuttavia è proprio in passaggi difficili come questo che diventa imprescindibile una forte leadership politica e una visione lungimirante, che non si accontenti di tirare a campare.

Nel primo decennio del 2000, gli interventi che hanno interessato il nostro territorio sono stati molteplici, e hanno rappresentato la prova tangibile di un’attenzione concreta volta allo sviluppo turistico, economico ed occupazionale. Basti pensare (cito solo alcune opere a titolo esemplificativo), alla realizzazione della Pista Ciclabile, progetto avviato nel corso del governo Berlusconi Ter, ricavata sull’ex ferrovia Imperia-Sanremo, alla cosiddetta “nuova Aurelia”, (area di Taggia e Sanremo), alla variante nella zona di Chiusavecchia della statale per il colle di Nava, all’impegno per i lavoratori frontalieri, con il rinnovo del bonus fiscale per il 2011, all’istituzione (seppur controversa) della “zona franca” a Ventimiglia, per non parlare delle opere pubbliche nella città di Imperia, (si pensi al Museo Navale, al Nuovo Tribunale, al Palazzetto dello Sport, alla nuova Biblioteca Civica, ma l’elenco sarebbe molto lungo).

Interventi per  decine di milioni di euro, oggi inimmaginabili, frutto anche di una lucida sinergia con le amministrazioni locali e di una strategia politica che si è tradotta in sostanziosi co-finanziamenti europei, statali e regionali.  E’ del tutto evidente che i governi di centro-destra che si sono succeduti negli anni passati hanno dato un impulso concreto ad un territorio troppo spesso dimenticato dalla politica romana e genova-centrica.

La figura di Claudio Scajola, in questi anni, come gli è riconosciuto anche in ambienti non certo a lui vicini, è stata una garanzia di una politica “fattiva”, pragmatica e costantemente “sul pezzo”, non di vaghe e stucchevoli promesse. Le note vicende giudiziarie, con relativo fango mediatico sparato senza alcun rispetto, da cui com’ è noto l’on Scajola è stato assolto con formula piena, non hanno solo danneggiato la sua persona e la sua famiglia, ma hanno creato un vuoto politico desolante di cui ha risentito tutto il territorio e la nostra città. Sono in molti ora ad accorgersene, tardivamente, a fronte della mancanza di investimenti, del blocco dei lavori per la realizzazione del raddoppio della ferrovia e dell’Aurelia bis, della situazione di abbandono sempre più evidente, che non si può semplicisticamente attribuire alla crisi internazionale, e che in ogni caso richiede un cambio di passo e un nuovo impulso per non morire lentamente“.