Attualità, Home — 4 marzo 2017 alle 14:39

IMPERIA. ASSOCIAZIONE “PENELOPE”. IN PROVINCIA IL CONVEGNO “SCOMPARSE E FEMMINICIDIO”. IN SALA ANCHE CARENZO E LA FIGLIA DI MARISA COMESSATTI / FOTO E VIDEO

Sala gremita in Provincia questa mattina in occasione del convegno sulla “Scomparsa e femminicidio” organizzato dall’associazione “Penelope”(associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse)

di Redazione

penelope

Imperia. Sala gremita in Provincia questa mattina in occasione del convegno sulla “Scomparsa e femminicidio” organizzato dall’associazione “Penelope”(associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse) . In sala il presidente nazionale, l’avvocato Antonio Maria La Scala e il presidente della sezione ligure, l’avvocato Eva La Rocca. Presenti anche il Questore Leopoldo Laricchia, Laura Amoretti consigliera regionale di parità, Chiara Fenocchio psicologa e psicoterapeuta. Sono intervenuti anche Lara Dalla Corte, figlia di Marisa Comessatti (scomparsa il 21 febbraio 2014) e Diego Carenzo, figlio di Domenico (scomparso il 5 luglio del 2015 sulle alture di Oneglia).

LA TESTIMONIANZA DI LARA DALLA CORTE, FIGLIA DI MARISA COMESSATTI

DIEGO CARENZO, FIGLIO DELL’IMPERIESE DOMENICO CARENZO

“Mio padre è scomparso il 5 luglio del 2015 e dal quel giorno non se n’è più saputo nulla – ha detto Diego Carenzo, figlio di Domenico Carenzo - dopo le 72 ore ricerche obbligatorie non è venuto a galla nulla, scomparso. Da quel giorno, mi sembra ieri, e con mio fratello abbiamo detto cosa facciamo? insomma eravamo persi proprio, non ci si può neanche descrivere la sensazione. Sono contento che c’è l’associazione Penelope che ci è venuta incontro perché eravamo persi a livello burocratico, legale c’è stata vicina, siamo riusciti a reagire, siamo andati avanti e adesso siamo qua. Non è giusto che una persona nel 2017, scompaia così, non è giusto per i famigliari, non mi sembra neanche vero ma è così. La vita va avanti, è dura e sarà sempre più dura però grazie a loro e all’associazione stiamo andando avanti”. 

“L’associazione – ha dichiarato Eva La Rocca presidente di “Penelope Liguria” – si occupa di coadiuvare i famigliari della scomparsa sia nel momento della scomparsa sia successivamente per svolgere tutte le questioni burocratiche che purtroppo si vengono a creare. Si occupa anche di aiutare dal punto di vista psicologico e con tutti i famigliari diventiamo una grande famiglia in modo tale da tenderci una mano vicendevolmente. Abbiamo voluto parlare di femminicidio perché molto spesso casi che sembrano casi allontanamenti volontari, in realtà poi sono casi di femminicidio, adesso vi una legge che prevede anche l’indennità di chi uccide a ricevere l’eredità e quindi per noi è un enorme traguardo”.

“Sono molto onorata – commenta Laura Amoretti Consigliera Pari Opportunità provinciale e regionale - di aver ospitato questo convegno di altissima qualità, di altissimo impatto emotivo e sociale, giuridico. Abbiamo trattato il tema della scomparsa e la scomparsa che è anche purtroppo tante volte femminicidio. Devo dire che l’associazione “Penelope” ha avuto un grandissimo compito, quello di dare voce alle persone che non ci sono più, di dare voce alle famiglie e di tutelare i diritti delle famiglie, a comprendere e a capire, a ripercorrere gli ultimi momenti e sopratutto cercare di dare un volto a chi un volto ora non ce l’ha più. Questo è stato importantissimo, abbiamo affrontato anche tanti temi a livello della nuova normativa per la tutela delle persone vittime di violenza e per quelle che vivono la violenza. E’ stato veramente un grande piacere poter ospitare oggi questo convegno”.

“Ho una figlia scomparsa da 25 anni, Cristina,- ha detto Marisa Degli Angeli Golinucci - presidente di Penelope Emilia Romagna -  stiamo lottando per avere la banca dati del DNA perché è importantissima per i cadaveri non identificati tra cui io spero di trovare mia figlia. La burocrazia a volte ostacola tante cose su questo dolore, ci vogliono leggi come quella sull’immediatezza delle ricerche, tante cose sono ancora da mettere a punto quando c’è uno scomparso. Qui abbiamo l’avvocato Antonio La Scala, presidente nazionale, il motore di Penelope, una persona umile che aiuta e che dà speranza”.

I bambini vittime di violenza – commenta la dott.ssa Chiara Fenocchio – subiscono delle conseguenze sul breve termine con lo sviluppo di tutta una serie di disturbi che vanno dal disturbo d’ansia a quello depressivo, al post traumatico, stress a tutta una serie di altri disturbi a conseguenze un po’ più sul lungo termine. La violenza domestica, la violenza assistita spesso ha una trasmissione intergenerazionale e perciò può capitare che il modello relazionale acquisito in una famiglia crei, dia origine a nuovi aggressori nei maschi e a delle nuove vittime nelle femmine. E’ molto importante il lavoro preventivo e di riduzione del danno, l’assistenza e il sostegno psicologico dei minori che vivono violenza familiare proprio perché possono essere aiutati in questo senso”.

 
 
 
POPUPOKLANT