Attualità, Home — 6 marzo 2017 alle 15:49

TRAFFICO DI MIGRANTI. OPERAZIONE DELLA POLIZIA, IN MANETTE SETTE PERSONE. SOCCORSA IN UN FURGONE UNA DONNA INCINTA/I DETTAGLI

Sette arresti da parte del personale della Polizia di Frontiera, diretto dal dr. Santacroce, sono il risultato di un dispositivo di controllo ad ampio spettro programmato ed effettuato su tutte le direttrici stradali ed autostradali di questa zona confinaria

di Redazione

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Sette arresti da parte del personale della Polizia di Frontiera, diretto dal dr. Santacroce, sono il risultato di un dispositivo di controllo ad ampio spettro programmato ed effettuato su tutte le direttrici stradali ed autostradali di questa zona confinaria secondo le direttive impartite e sollecitate dal Direttore dalla 1^ Zona di Torino, dr. Raffaele Cavallo.

I servizi, che hanno visto l’impiego di circa 45 pattuglie ed un cospicuo numero di personale (tra polizia e militari), sono stati particolarmente mirati alla verifica dei documenti esibiti in frontiera, anche in considerazione che la contraffazione documentale è risultato essere un fenomeno in crescita, come si evince dalle centinaia di documenti sequestrati, in modo particolare titoli di viaggio e permessi soggiorno apparentemente rilasciati a richiedenti asilo ma risultati, dopo approfondimenti, totalmente falsi.

E’ il caso di ben 4 arrestati, tutti marocchini di età compresa tra i 23 ed i 37 anni, controllati durante i servizi presso la barriera autostradale a bordo pullman Eurolines. In tutti i casi gli stranieri, provenienti da Napoli, erano diretti in Spagna. Al controllo documentale ognuno di loro, esibiva, in differenti situazioni, sia il titolo di viaggio che il permesso di soggiorno apparentemente da Questure di Roma e Verona. I dubbi nutriti dai poliziotti, divenuti nel tempo dei grandi esperti anche in materia di contraffazione documentale, ha indotto gli stessi a proseguire gli accertamenti presso l’Ufficio centrale, sottoponendo quindi gli stranieri a foto segnalamento e comparazione impronte al fine di addivenire alla loro identità. Approfonditi controlli per mezzo di sofisticate attrezzature hanno consentito infine di stabilire la falsità dei documenti ( in totale 8) che venivano sequestrati. I quattro stranieri sono stati pertanto tratti in arresto e condotti davanti al Giudice del Tribunale di Imperia per il processo per direttissima.

Durante i servizi programmati nella notte di domenica e a seguito di attività di controllo partita dalla città di Sanremo in direzione confine di Stato, avviata dagli uomini di quel Commissariato diretti dal dr. Manso unitamente agli Operatori del Settore di frontiera, è stato fermato alla barriera autostradale diretto in Francia, un furgone Citroen di proprietà e con targa francese ma condotto da un diciannovenne rumeno C. Beniamin, munito di regolari documenti. Al suo fianco un pakistano di 31 anni con regolare soggiorno rilasciato dalla Questura di Caltanissetta ed un afghano di 27 anni, anch’egli munito di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Rieti.

L’arrivo del mezzo furgonato, rientrante nel genere oggetto di osservazione ed il successivo nervosismo dei giovani hanno indotto gli Agenti della Frontiera e di Sanremo ad un più approfondito controllo del mezzo mediante l’apertura del portellone. Prima ancora di vedere l’enorme carico umano, è stato percepito il respiro affannoso ed inquietante degli occupanti: ben 15 clandestini, quasi tutti tra i 20 ed i 30 anni di varie etnie, stipati l’uno contro l’altro in un abitacolo privo di aria.

Fatti immediatamente scendere dal mezzo è stata notata, proprio nascosta in fondo, una donna in avanzato stato di gravidanza la cui sofferenza, anche per l’evidente mancanza di ossigeno, necessitava di immediata attenzione; pertanto è stata condotta da una pattuglia presso il punto di accoglienza della Chiesa della Gianchette.

Nel frattempo gli stranieri clandestini sono stati condotti presso l’ufficio del Settore per la loro identificazione mentre i tre “passeur”, tratti in arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in questo caso anche aggravato sia per il trasporto della donna incinta che per il denaro ricevuto dai migranti che ne facevano espressa dichiarazione, denaro successivamente rinvenuto nelle tasche dei tre stranieri arrestati e condotti davanti alla A.G. di Imperia.