MIGRANTI NEL GOLFO DIANESE. LA REPLICA DEL PD A CHIAPPORI:”ALL’INCONTRO SONO STATE DETTE IMPRECISIONI E FALSITÀ. IN REALTÀ…”/I DETTAGLI

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Il coordinamento dei circoli del Partito Democratico del Golfo Dianese, in relazione al comizio tenutosi ieri pomeriggio davanti al comune di Diano Marina

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Il coordinamento dei circoli del Partito Democratico del Golfo Dianese, in relazione al comizio tenutosi ieri pomeriggio davanti al comune di Diano Marina cui hanno partecipato i sindaci del golfo (ad eccezione del sindaco di Cervo Gianpaolo Giordano) , ed in particolare a quanto affermato da Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina, e Valerio Urso ,sindaco di San Bartolomeo al Mare, ritiene sia necessario fare alcune considerazioni.

“In quella sede, senza alcun contraddittorio sono state dette numerose imprecisioni e falsità in relazione all’arrivo dei 14 migranti alloggiati tramite la cooperativa Jobel presso una struttura di San Bartolomeo al Mare, imprecisioni e falsità che comprendiamo, nell’ottica di Chiappori, servissero ad arringare in modo irresponsabile e propagandistico la folla ma che alla prova dei fatti non risultano affatto credibili.

Andiamo con ordine, Giacomo Chiappori ha affermato di non saper nulla dell’arrivo dei migranti e di esser stato colto di sorpresa (‘avvisato dopo’), la realtà però è diversa dalla narrazione del Sindaco, in data 27 febbraio infatti l’Anci Liguria aveva organizzato una riunione mirata per proporre ai comuni l’adesione al piano SPRAR, piano attraverso il quale la gestione dei migranti sarebbe stata concordata con i comuni stessi, dunque enormemente facilitata, nell’ottica del mantenimento dell’ordine pubblico e dell’organizzazione dell’accoglienza, senza che gli enti locali venissero ‘colti di sorpresa’, considerato che , come specificato dal prefetto e puntualmente verificatosi in questi giorni, l’arrivo dei migranti sarebbe stato ineluttabile. I comuni hanno rifiutato l’adesione al progetto costringendo di fatto il prefetto ad agire di conseguenza.

Chiappori ha poi sfoggiato un ricco repertorio di falsità becere riguardo l’abbigliamento dei ragazzi: ‘avevano addosso mezzo milione di roba, scarpettine e giacchine tutte strane…’ noi sappiamo invece che gli indumenti con cui sono stati vestiti provengono dalla cooperativa che si occupa della loro gestione, nulla a che fare con abiti costosi od altre castronerie.

Il sindaco ha affermato infine di non conoscere la provenienza dei migranti e ha scherzato sul fatto che questi ultimi non volessero confidargliela. I sindaci del Golfo Dianese e le autorità preposte, come da protocollo, disponevano in realtà di documenti attestanti, il numero totale, le generalità e la provenienza di ogni singolo individuo ospitato presso la struttura indicata.

Qui ci fermiamo per evitare di infierire oltre (fingendo di dimenticare le tristi dichiarazioni secondo cui i nigeriani sarebbero tutti delinquenti), crediamo però che l’atteggiamento del sindaco in questo caso meriti un’analisi approfondita. In quanto uomo delle istituzioni avrebbe dovuto mantenere il suo ruolo, informando la popolazione e preparandola anziché aizzarne il basso ventre con falsità, istigando in qualche modo sentimenti di rivalsa nei confronti dei ragazzi ospitati nel nostro territorio.

Chiappori avrebbe dovuto aderire al Piano SPRAR, facilitando così la gestione razionale dell’emergenza, magari con progetti, sulla scia di quelli adottati dal comune di Imperia, che permettessero l’impiego dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili come la pulizia e la risistemazione delle aree degradate della città o dei greti dei torrenti, permettendo ai ragazzi di ritornare alla comunità che li ospita il favore ed aiutando a mantenere una coesione sociale che in un periodo di crisi economica e di emergenza migrazioni risulta già messa a dura prova.

Ci troviamo dunque oggi a dover stigmatizzare il comportamento irresponsabile tenuto dal sindaco nei confronti della sua stessa comunità e ci auguriamo che in futuro certe posizioni cambino per evitare che si possano verificare situazioni spiacevoli ed incresciose collegate alla gestione dell’accoglienza nel nostro territorio.

Ci permettiamo infine di suggerire ai sindaci del Golfo Dianese che ieri erano in piazza un maggior impegno su altri fronti come ad esempio il fatto che ad oggi, con la stagione turistica alle porte, la stazione di Diano risulti sostanzialmente irraggiungibile per i pendolari oltre che priva dei servizi essenziali e, quando il flusso di questi ultimi nei weekend estivi non sarà più costituito da poche decine di unità ma da migliaia di turisti, la situazione potrebbe diventare ingestibile e pericolosa.

Ci auguriamo quindi che le forze messe in campo ieri, siano le stesse con cui prossimamente tutti ci faremo carico di chiedere con forza a regione e ferrovie soluzioni immediate per quello che a nostro giudizio rappresenta il vero problema per la stagione turistica del Golfo Dianese”.

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