Home, Speciale Festival di Sanremo — 18 febbraio 2014 alle 13:14

FESTIVAL DI SANREMO 2014 – IN SALA STAMPA LE MOGLI DEI MARO’ PRIGIONIERI IN INDIA: “Si parla di pena di morte, è difficilissimo spiegarlo ai nostri figli”

Subito dopo la conferenza stampa di mezzogiorno, sono salite sul palco le mogli dei due marò prigionieri in India, Salvatore e Massimiliano, per portare la loro testimonianza in occasione del 27esimo rinvio dell’udienza Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone ha subito preso la parola: “Ringraziamo il Sindaco per averci invitato qui, e anche per averci invitato a vedere la prima […]

di Selena Marvaldi

mogli maròSubito dopo la conferenza stampa di mezzogiorno, sono salite sul palco le mogli dei due marò prigionieri in India, Salvatore e Massimiliano, per portare la loro testimonianza in occasione del 27esimo rinvio dell’udienza

Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone ha subito preso la parola: “Ringraziamo il Sindaco per averci invitato qui, e anche per averci invitato a vedere la prima serata del Festival, ma non andremo. Non siamo proprio dell’umore festoso per seguire la kermesse, in questi giorni abbiamo ricevuto il 27esimo rinvio. Siamo qui per dare voce a un’ingiustizia che Salvatore e Massimiliano sopportano, questo vogliamo ricordarlo e il messaggio deve uscire dall’Italia, varcare i confini. Ancora oggi si parla di pena di morte per questi due uomini dello Stato Italiano, è difficilissimo spiegarlo ai nostri figli

Interviene poi Paola Moschetti, compagna di Massimiliano La Torre: “E’ un’opportunità importante questa che ci ha concesso il Sindaco. La vicenda è nota e la possibilità di estendere l’interesse oltre i confini nazionali è importante. Questa ingiustizia domani potrebbe riguardare chiunque, Massimiliano e Salvatore sono due militari che facevano una missione per contrastare la pirateria. Svolgevano un servizio, sono trattenuti da 24 mesi ora con tanti rinvii e un’inosservanza del diritto internazionali che riguarda tutti i soldati del mondo. Devono essere giudicati nel loro paese d’origine, vogliamo il rientro immediato“.

Temiamo che il Governo Indiano li tenga lì, ma non ci sentiamo abbandonati dallo Stato Italiano” concludono poi le due donne.