Attualità, Home — 15 marzo 2017 alle 13:52

SANITÀ. MUORE DOPO IL RICOVERO AL PRONTO SOCCORSO. LA REPLICA DELL’ASL:”DECESSO NON COLLEGATO ALLA MANCATA SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO ANTICOAGULANTE”/ IL CASO

“Nel giorno di accesso del Sig. Gervasi vi sono stati oltre 100 accessi al Pronto Soccorso di Sanremo di cui più di trenta particolarmente gravi. Questo può aver determinato difficoltà di comunicazione tra operatori e famigliari e di questo ce ne scusiamo”.

di Redazione

prioli lettera

Imperia. Ha fatto molto discutere la lettera inviata da Alessia Gervasi, 36 anni, di Sanremo, dopo la morte del padre, avvenuta nei giorni scorsi presso l’Ospedale di Sanremo. La direzione sanitaria chiamata in causa dalla donna ha risposto con una nota stampa.

In riferimento alle dichiarazioni della figlia del Signor Gervasi  - scrive l’Asl – si precisa innanzitutto che il farmaco salvavita citato nella lettera è un farmaco anticoagulante che, secondo i protocolli clinici, deve essere sospeso, temporaneamente, in caso di trauma. Al paziente sono stati effettuati durante la permanenza in Pronto Soccorso numerosi e approfonditi accertamenti diagnostici al fine di valutare il quadro clinico.

Il paziente è stato pertanto seguito e curato scrupolosamente durante tutta la permanenza in Pronto Soccorso prima e nei successivi giorni di ricovero nel reparto di Medicina d’Urgenza. Il decesso non è collegabile in alcun modo alla mancata somministrazione del farmaco.

Nel giorno di accesso del Sig. Gervasi vi sono stati oltre 100 accessi al Pronto Soccorso di Sanremo di cui più di trenta particolarmente gravi. Questo può aver determinato difficoltà di comunicazione tra operatori e famigliari e di questo ce ne scusiamo. Certamente, si comprende il dolore e l’amarezza della famiglia e anche il senso di smarrimento che hanno percepito nelle ore convulse di presenza in Pronto Soccorso.

Siamo consapevoli che in questo senso devono essere messi in atto miglioramenti che sono già iniziati con il potenziamento dell’organico medico e infermieristico e prevedendo figure dedicate all’accoglienza e alla informazione ai parenti. Probabilmente, in quella circostanza qualcosa non ha funzionato in tal senso. Il percorso è complesso ma l’impegno dell’azienda è quella di proseguire garantendo sempre la dovuta attenzione agli aspetti clinici e sviluppando quelli relazionali e di umanizzazione”.