Attualità, Home — 16 marzo 2017 alle 18:47

IMPERIA. PROCESSO AL NO BORDER FELIX CROFT:”RIFAREI TUTTO QUELLO CHE HO FATTO, ACCOGLIERE I MIGRANTI È UN DOVERE”/L’INTERVISTA

“Ripeterei tutto quello che ho fatto”. Parole di Felix Croft, il 28enne di nazionalità francese arrestato dai Carabinieri di Ventimiglia il 22 luglio 2016 con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

di Redazione

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“Ripeterei tutto quello che ho fatto”. Parole di Felix Croft, il 28enne di nazionalità francese arrestato dai Carabinieri di Ventimiglia il 22 luglio 2016 con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

“Confido molto nei miei avvocati di Torino e di Sanremo, penso che mi abbiano molto ben difeso durante il processo. Hanno invocato tutte le motivazioni per cui ho commesso quel gesto. Ripeterei tutto quello che ho fatto. Penso che quello che ho fatto è normale e che avrei dovuto farlo. Visto il degrado in cui vivono i migranti in Italia ma in generale in tutta Europa, penso che sia dovere dei cittadini, che sono responsabili del proprio Paese di mettere in pratica i precetti di accoglienza e di asilo presenti nella convenzione dei diritto dell’uomo che sono anche francesi ma anche europei. E’ la mia cultura francese che mi impone di mettere in atto questi precetti, il diritto di asilo, la protezione”.

Cosa pensa dell’accusa che ha chiesto la condanna per lei?

“L’accusa sta facendo il proprio lavoro, non credo ci sia nulla di personale”.

Situazioni come questa, io che sto qui insieme alla mia collega di Torino, – ha detto l’avvocato Ersilia Ferrante  ho guardato la giurisprudenza locale e un caso identico non l’ho trovato. Costituisce un riconoscimento di principi importanti, per solidarietà, per compassione, a fronte di norme così blindate come l’articolo per il quale è stato imputato.

“Io ho chiarito – prosegue l’avvocato Laura Martinelli - che noi non sappiamo chi fossero queste persone, ma ho vagliato le ipotesi che fossero dei richiedenti asilo e che quindi ragionevolmente avessero l’intenzione di andare in Francia o in altri posti d’Europa per cercare una migliore accoglienza. Una accoglienza adeguata. È evidente che in Italia, a Ventimiglia, non è stata data perchè a luglio del 2016 a Ventimiglia non c’era neanche una struttura ufficiale aperta per raccogliere i migranti.

Queste persone vivevano in una chiesa, dormivano per terra, sui materassi, insieme ad altre decine di famiglie. Una situazione che secondo quello che ha detto la Corte Europea sui diritti dell’uomo è in violazione dell’articolo 3 della Commissione Europea”.

 
 
 
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