Home, Speciale Festival di Sanremo — 18 febbraio 2014 alle 21:14

GRILLO AL FESTIVAL DI SANREMO. “LA RAI MAGGIORE RESPONSABILE DEL DISASTRO ECONOMICO, POLITICO E SOCIALE DI QUESTO PAESE” – “È una SPA dove si spartiscono miliardi dati dai pensionati a 130 euro con il canone”

“La Rai è la maggior responsabile del disastro economico, politico e sociale di questo Paese”. Lo ha dichiarato Beppe Grillo nel corso del suo lungo comizio poco prima del Festival di Sanremo, a cui il leader del Movimento 5 Stelle partecipa da spettatore. “Ci sono già stati esponenti del Pd meno L che hanno già minacciato una denuncia. Se un […]

di Redazione

GRILLO A SANREMO

“La Rai è la maggior responsabile del disastro economico, politico e sociale di questo Paese”. Lo ha dichiarato Beppe Grillo nel corso del suo lungo comizio poco prima del Festival di Sanremo, a cui il leader del Movimento 5 Stelle partecipa da spettatore.

“Ci sono già stati esponenti del Pd meno L che hanno già minacciato una denuncia. Se un esponente del partito Pd meno L da già la sua versione che io potrei essere denunciato per interruzione di servizio pubblico, si guarda già il reato ancora prima che avvenga. Io non so cosa voglia dire servizio pubblico perché non sto andando su un autobus o faccio il dirottamento di un treno. Sto entrando in un teatro con un biglietto a vedere il Festival. È servizio pubblico? Vogliamo dire che cosa è il servizio pubblico? Se siete convinti ancora che parola pubblico abbia un senso. Oggi la Rai è la maggior responsabile del disastro economico, politico e sociale di questo paese. Sono venuto a dimostrare questo, perché è una SPA dove si spartiscono miliardi dati dai pensionati a 130 euro con il canone, miliardi che vanno a società fuori, 5 società si spartiscono 1 miliardo di euro pubblici. Sono sempre i figli degli ex dirigenti. La Rai è una cosa meravigliosa. Tredicimila dipendenti che costano 1 miliardo e 700 milioni ai cittadini e invece 1 miliardo e 400 milioni viene fatto con lavori dati in appalto fuori. Voglio far capire alla gente che non è più la Rai di mio padre, di tuo padre, di tuo fratello, di tua sorella. Qualcuno dice che anche lei ha preso il cachet negli anni 80. Si, ma io non sono venuto a criticare i cachet, ma un sistema di soldi pubblici”.

 
 
 
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