Home, Imperia — 20 marzo 2017 alle 09:13

IMPERIA. RFI CHIEDE DI ABBATTERE 100 PINI LUNGO L’EX FERROVIA. ALBERTO GABRIELLI:”C’È TROPPA DISINFORMAZIONE. CI ASPETTIAMO UNA SENSIBILITÀ MODERNA”

Non possiamo entrare nel merito tecnico della proposta di abbattimento di un centinaio di Pini “marittimi” lungo l’ ex linea ferroviaria fra Oneglia e Porto Maurizio, avanzata da Ferrovie dello Stato, tramite Rfi

di Redazione

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“Non possiamo entrare nel merito tecnico della proposta di abbattimento di un centinaio di Pini “marittimi” lungo l’ ex linea ferroviaria fra Oneglia e Porto Maurizio, avanzata da Ferrovie dello Stato, tramite Rfi così Alberto Gabrielli, responsabile ambiente della Segreteria Provinciale di Imperia del Partito della Rifondazione Comunista, con una nota stampa.

“Probabilmente si tratta – prevalentemente – di esemplari di Pino d’ Aleppo, fra tutti i pini quello più “pittoresco”, amato da schiere di pittori di ieri, oggi e domani, perché in grado di evocare istantaneamente i colori, e gli odori della terra di Liguria. Si tratta di una specie pioniera, in grado di colonizzare terreni denudati e/o abbandonati dall’ agricoltura e di dominare la macchia mediterranea finché, incendi e motoseghe permettendo, il terreno non sia abbastanza maturato per ospitare la lecceta, formazione climax in gran parte della Liguria e nostra foresta “originaria”.

Ma ci vorranno molti decenni, secoli. In area urbana resistono, i Pini d’ Aleppo, proprio lungo le scarpate ferroviarie e, di norma, ed in condizioni climatiche non eccezionalmente estreme, lì stanno. Saranno le risultanze degli esami approfonditi di stabilità a fornire gli aspetti tecnici, ma ci permettiamo di evidenziare come nell’ affrontare questo tema (l’ abbattimento di alberi) la disinformazione e la superficialità la facciano troppo spesso da padroni.

Intanto si comincia quasi sempre con “io sono per il verde, ma…” semanticamente assai prossimo a “io non sono razzista, ma…”. In secondo luogo, ma è la sostanza del problema, si considerano gli alberi, se va bene, come arredo urbano: perché non sostituirli tutti allora con copie in ABS facilmente realizzabili con una gigantesca stampante 3D ? Ma gli alberi servono contro l’ inquinamento fisico, chimico ed acustico, accrescono la biodiversità, rendono gradevolmente vivibile la città (sono veri e propri condizionatori d’ aria), e i turisti li amano: non sono un arredo, ma una forma evoluta di vita che ci rende un grande servizio.

Tuttavia come arredo, purtroppo, vengono trattati, massacrandone le radici con ogni sorta di scavo, e le chiome con amputazioni grossolane e pericolose (queste si, davvero,) per la loro stabilità. E, sempre come arredo, si ritiene sia possibile, ed intelligente, sostituirli a piacere, magari con soggetti di medio-grandi dimensioni (politicamente forse più vantaggiose) la cui radice principale è stata, per necessità vivaistiche, amputata, mentre il resto è costretto entro vasi di dimensioni ridicole rispetto alla chioma, anche qui per ovvie esigenze vivaistiche e di impianto.

Dalle poche immagini, anche a chi è proprio digiuno di botanica forestale, balza all’ occhio che il massacro delle radici non può far sperare in alcuna stabilità dei soggetti: insomma, sostituire un albero, è molto di rado una buona idea. E se proprio lo si fa, ci si rassegni a sostituirlo di continuo, perché in tal caso la sicurezza è davvero a rischio.

Da parte delle amministrazioni, che devono fare Politica per la città ed i cittadini, continuiamo ad aspettarci una sensibilità moderna, espressioni di sincera sofferenza per la condanna a morte di questi esseri indispensabili ed innocenti; anche quando risultasse davvero necessario. Purtroppo non è così e di fronte a quello che ci ostiniamo a chiamare “verde” urbano, anziché vegetazione urbana, ci si pone come di fronte ad un problema che è meglio recidere alla base.

Ci permettiamo solo di suggerire una impostazione paesaggistica complessiva, e meno riduttiva della solita – malcitata – sicurezza, cui si deve – certo – un tributo importante, ma che non può e non deve trasformarsi in oppio per i cittadini ed in una copertura buona per ogni scelta”.

 
 
 
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