Attualità, Home — 27 marzo 2017 alle 12:28

IMPERIA. NOTO IMPRENDITORE OLEARIO A PROCESSO PER FRODE IN COMMERCIO. IN TRIBUNALE I TESTIMONI DELLA DIFESA:”FORSE È STATO UN LAVAGGIO ERRATO DELLA MACCHINA”/L’UDIENZA

Nuova udienza questa mattina in tribunale a Imperia del processo che vede sul banco degli imputati Carlo Isnardi, 41 anni, rappresentante legale dell’azienda olearia Pietro Isnardi Srl.

di Redazione

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Nuova udienza questa mattina in tribunale a Imperia del processo che vede sul banco degli imputati Carlo Isnardi, 41 anni, rappresentante legale dell’azienda olearia Pietro Isnardi Srl.

Nel dettaglio, al giovane imprenditore viene contestato (i fatti sono del 2015) il reato di frode in commercio (oltre alla violazione dell’art. 5 della legge 283/62) in quanto “nella qualità di legale rappresentante della ditta Pietro Isnardi Srl, confezionava, deteneva per vendere e distribuiva in bottiglie per il consumo, olio indicato in etichetta come ‘Etravergine di Oliva – Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici – prodotto ottenuto con gli extravergini di oliva dell’Unione Europea – confezionato da Pietro Isnardi srl’ risultato irregolare”.

L’irregolarità, secondo quanto si evince dal capo di imputazione, sarebbe dovuta a “un contenuto di stigmastadieni (0,37 nell’analisi di prima istanza e 0,45 mg/kg nella successiva revisione) superiore al limite massimo di 0,05 mg/kg previsto dalla normativa vigente per la categoria di olio dichiarata, trattandosi invece di ‘miscela con oli di oliva raffinati’, che ne variano la composizione naturale”.

In particolare a Isnardi, sempre nella qualità di rappresentante legale della Pietro Isnardi Srl, viene contestato il reato di frode in commercio perché “consegnava agli acquirenti (nel caso specifico Ipermercato ad insegna Carrefour) una partita di bottiglie di olio diverso, per qualità, rispetto a quello dichiarato”.

Questa mattina sono sfilati i testi della difesa citati dall’avvocato Erminio Annoni.

Ing. Renato Ruaro:
“Sono consulente dell’azienda da diversi anni. Utilizzano la stessa macchina per imbottigliare l’olio di oliva e l’olio extravergine di oliva”.
L’avvocato Annoni:
“Sono stati trovati 45 mg o 37 mg di olio di oliva come può essere successo?
“C’è un serbatoio di accumulo aziendale, e in questo serbatoio viene accumulato l’olio. A rotazione la macchina riempie 32 bottiglie. Per evitare contaminazioni si svuota e si lava con l’olio extravergine, potrebbe essere stata lavata male la macchina”

Piero Manera. -Responsabile produzione della ditta Isnardi. -
“Sono dipendente dal 1994. Sono il magazziniere, nel 1987 ero operaio.
Il mio compito è di seguire tutte le procedure, organizzare le scorte e seguire gli operai. Stigmastalieni in olio extravergine di oliva? Potrebbe essere un lavaggio errato della macchina imbottigliaglitrice. Dovremmo farne 6 lavaggi, adesso siamo passati a 7 dopo quello che è successo. Potrebbe essere successo per disattenzione. I lavaggi li fanno gli operai, le istruzioni sono attaccate alla macchina. Nel 2014 non c’erano operai nuovi. Era il 21 dicembre, forse eravamo sotto pressione per le feste natalizie. Potrebbe essere una disattenzione”.

Viani Stefano – operaio Isnardi.
“Sono 21 anni che lavoro per la Isnardi. Sono operaio e magazziniere. Provvedo a imbottigliare l’olio. Usiamo la stessa macchina per imbottigliare i due oli. Noi di solito laviamo la macchina con sei giri, magari abbiamo fatto un giro in meno di questo lavaggio. Un lavaggio troppo breve, invece che effettuare sei giri, magari sono stati fatti solo 5 giri. Il signor Carlo Isnardi non si occupa di verificare l’imbottigliamento”.

Carlo Isnardi:
“Da un’analisi fatta con i miei collaboratori, c’è stata una problematica di questo macchinario. Non ha il sistema automatico della campana, stiamo valutando di acquisire una nuova macchina. Da olio di oliva a olio extravergine si effettua un lavaggio, si riempiono 192 bottiglie di olio di oliva e poi il serbatoio dovrebbe essere pulito. A dicembre siamo molto presi, un’ipotesi, l‘addetto è stato chiamato e non ha finito la procedura. Abbiamo fatto una stima rispetto agli stigmastalieni, una percentuale del 3% del totale, poi andando avanti don l’imbottigliamento la macchina si pulisce. Non è mai successo prima. La differenza sarebbe stata di 2 centesimi a bottiglia fronte di 4566 bottiglie il valore è di 91,32 euro”

Il processo è stato rinviato al prossimo mese di luglio per ascoltare l’ultimo testimone dell’accusa.

 
 
 
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