Home, Speciale Festival di Sanremo — 19 febbraio 2014 alle 18:34

FESTIVAL DI SANREMO 2014 – CRISTIANO DE ANDRE’ “LIGABUE HA FATTO UNA CREUZA DE MA AL LAMBRUSCO, MA LO RINGRAZIO” – “Il mio cognome? Ultimamente me lo godo”

Si parla subito di canzoni con Cristiano De Andrè quando arriva in conferenza stampa e, vista la delusione che è trapelata ieri al momento del verdetto che ha segnato come vincitrice la canzone “Il cielo è vuoto” rispetto a “Invisibili” si parla subito di questo: “Entrambe le canzoni mi rappresentano – spiega Cristiano – “Invisibili” mi rappresentava un po’ di […]

di Selena Marvaldi

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Si parla subito di canzoni con Cristiano De Andrè quando arriva in conferenza stampa e, vista la delusione che è trapelata ieri al momento del verdetto che ha segnato come vincitrice la canzone “Il cielo è vuoto” rispetto a “Invisibili” si parla subito di questo:

Entrambe le canzoni mi rappresentano – spiega Cristiano - “Invisibili” mi rappresentava un po’ di più, parlava di un mio carissimo amico e per questo ci tenevo che passasse. Ma in realtà sono contento. “Il cielo è vuoto” l’ho intitolata così perchè da 40 anni viviamo in una sottocultura che ci fa credere che l’intento da portare avanti sia quello di fregare gli altri e che i soldi sono importanti. Io cerco di dire nella mia canzone di dipingere questo cielo vuoto, colorare il nostro presente e il nostro futuro“.

Si è parlato di tutto con Cristiano, anche di religione”Ho fede, ma con la religione non vado molto d’accordo. Ho una mia fede appunto, altrimenti non mi spiego tanta bellezza e arte. Se poi volete sapere qualcosa di più per cosa penso della religione basta ascoltare il mio nuovo album”

Per quanto riguarda l’omaggio di Ligabue a suo padre Cristiano ha detto scherzosamente: “Luciano ha fatto una “Creuza De Ma” al lambrusco ieri sera, ma è stato molto carino, anche se non sono nemmeno riuscito a vederlo mentre cantava perchè ero dietro le quinte che mi preparavo“.

Immancabili anche le domande sul suo cognome e quindi sulla gigantesca figura di suo padre, Fabrizio De Andrè: “Finalmente me lo godo il mio cognome, da qualche anno sono finalmente Cristiano De Andrè e fuori dal ruolo di “figlio” di Fabrizio. Vorrei solo non arrivare a 70 anni a sentirmi dire sempre le stesse cose. Mio padre era abituato a cantare due toni sotto il rutto, su questo lo sto seguendo”.