Home, Speciale Festival di Sanremo — 23 febbraio 2014 alle 16:25

FESTIVAL DI SANREMO 2014 – IL VERO FESTIVAL “CONTROVENTO” E’ QUELLO DI PIF. Poche novità tra gli ospiti e i giovani cambiano canale

Se ne sono sentite un po’ di tutti i colori su questa 64°edizione del Festival di Sanremo e, putroppo per “Mamma Rai”, non sono stati commenti particolarmente positivi. La  formula “Fazio-Littizzetto” aveva esaurito le cartucce per questo Festival e come ha perfettamente detto la stessa Littizzetto in conferenza stampa: “L’anno scorso eravamo nuovi e, come una coppia di fidanzati, all’inizio […]

di Selena Marvaldi

pifSe ne sono sentite un po’ di tutti i colori su questa 64°edizione del Festival di Sanremo e, putroppo per “Mamma Rai”, non sono stati commenti particolarmente positivi. La  formula “Fazio-Littizzetto” aveva esaurito le cartucce per questo Festival e come ha perfettamente detto la stessa Littizzetto in conferenza stampa: “L’anno scorso eravamo nuovi e, come una coppia di fidanzati, all’inizio ami tutto. Poi, dopo un anno, cominci a vedere i difetti e a non sopportare proprio ogni cosa dell’altro. Così con il Festival, dopo la novità, qualcosa ha cominciato a non emozionare come prima“.

Al di là del problema di budget che ogni anno sembra essere sventolato come una bandiera bianca per scusarsi di eventuali deficit della manifestazione, ciò che si è percepito è stata una serie di scelte sbagliate non tanto tra le canzoni, ma tra gli ospiti.

La scenografia era accattivante, le canzoni più o meno in perfetto stile festivaliero con qualche picco genuino di novità come la presenza di Sir Rifo con Gualazzi, o i Perturbazione e ancora il genere rap che sbarca definitivamente sul palco Ariston sia con Rocco Hunt che con Frankie Hi-Nrg.

Tuttavia, anche se Fazio si difende, i super ospiti portati al Festival quest’anno hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. Claudio Baglioni, Raffaella Carrà e Renzo Arbore, ad esempio, sono amatissimi da giornalisti e pubblico, ma non sono nuovi. Le gemelle Kessler, Franca Valeri, Claudia Cardinale sono veri e propri “mostri”, in senso buono, dello spettacolo, ma appartengono a un mondo molto lontano da quello dei nuovi e futuri fruitori della televisione.

Non credo ci si possa stupire se gli ascolti scendono portando in televisione il Mago Silvan o Terence Hill; tutta una fascia di giovani, dai 18 ai 30 anni, probabilmente in quell’attimo cambieranno canale o usciranno a fare due passi e non è per cattiveria, ma semplicemente perchè al giorno d’oggi la televisione non si può dimenticare che combatte con un nemico dalle mille potenzialità quale il web.

Internet permette di scoprire, esplorare, analizzare… la fruizione stessa della musica è cambiata, figuriamoci quella dell’intrattenimento nel senso più ampio del termine. Rispettando così i canoni di una manifestazione classica come il Festival di Sanremo (e che comunque i giovani amano e si trovano a commentare anche se magari lo seguono poco) l’idea che circolava tra la gente, ma anche tra molti giornalisti e conduttori radiofonici nella sala stampa “Lucio Dalla” è quella che se si fossero scelti degli ospiti più giovani, forse un po’ più modaioli, la situazione sarebbe stata diversa.

Come è stata ottima la performance di Stromae che, per quanto nuovo e magari sconosciuto ai più, ha solleticato la curiosità di molti, allo stesso tempo ci stava bene anche l’esibizione di Ligabue e di Gino Paoli soprattutto nella serata di Sanremo Club. Forse però si poteva provare a innovare completamente e invitare qualche youtubers come i “The Pills” (solo per fare un esempio) a fare qualcosa che unisse web e televisione.

Ovviamente a parlare da fuori sono bravi tutti, ma ciò che deve far riflettere e che, a mio parere, mette chiarezza sull’andamento di questo Festival è il Prefestival di Pif. La striscia di “Sanremo & Sanromolo” è andata molto bene, un successo che tutti hanno apprezzato eppure la formula e la realizzazione è estremamente semplice. Il punto di forza però è un uno: è una novità di rapida fruizione, che non stanca e che mostra realtà di ogni genere (anche quelle difficili) con un pizzico di ironia perfetta per l’intrattenimento o infotainment che dir si voglia.

Non servivano quindi miliardi o super ospiti dai cachet esorbitanti: al Festival è mancato quel prurito piacevole che stuzzica la curiosità di tutti, ma soprattutto dei giovani.