Attualità, Cronaca, Home, Politica — 30 settembre 2013 alle 16:06

PROCESSO A CLAUDIO SCAJOLA PER LA CASA DI ROMA: LA PRIMA PARTE DELLA DEPOSIZIONE DELL’EX MINISTRO

“Imperiapost” ha seguito in diretta, questa mattina dal tribunale di Roma, la deposizione dell’ex Ministro Claudio Scajola nell’ambito del processo che lo vede sul banco degli imputati con l’accusa di finanziamento illecito a singolo parlamentare per l’acquisto della casa romana di via del Fagutale, di fronte al Colosseo. ECCO LA PRIMA PARTE DELLA DEPOSIZIONE DI CLAUDIO SCAJOLA: “Mi interessai ad […]

di Gabriele Piccardo
Claudio Scajola fuori dal tribunale di Roma questa mattina

Claudio Scajola fuori dal tribunale di Roma questa mattina

“Imperiapost” ha seguito in diretta, questa mattina dal tribunale di Roma, la deposizione dell’ex Ministro Claudio Scajola nell’ambito del processo che lo vede sul banco degli imputati con l’accusa di finanziamento illecito a singolo parlamentare per l’acquisto della casa romana di via del Fagutale, di fronte al Colosseo.

ECCO LA PRIMA PARTE DELLA DEPOSIZIONE DI CLAUDIO SCAJOLA:

“Mi interessai ad altre casa prima di quella di via del Fagutale, ma erano tutte sopra il mio budget. Ad esempio in via del Corso, una case grande, importante, in un palazzo importante, con soffitti alti. La casa di via del Fagutale è diversa, tutti sono stati fuorviati dalle immagini fotografiche e televisive, ma si tratta di un mezzanino, con le grate sotto. Era più grossa rispetto alle mie necessità, nove vani e mezzi erano troppi, ma in realtà non rientrava nelle mie ricerche. La mia ricerca era basata sul budget a mia disposizione, attraverso un confronto fatto con l’unico metro percorribile, ovvero le agenzie di mediatori immobiliari di Roma, che dividono Roma in base a zone e prezzi”.

“Nei colloqui con lo sorelle Papa era presente un agente immobiliare? “Ho visto un’agente immobiliare in questa sede, durante la deposizione. Mai vista n’è conosciuta, non credo fosse presente. Ho sentito nel corso della deposizione che forse si trovava nell’atrio, sotto casa. Può essere. Io a casa ero con mia moglie, le due sorelle Papa, il capo della scorta e, credo, l’architetto Zampolini. Anzi, direi per forza Zampolini, se no come potevo raggiungere quella casa? Con le sorelle Papa non ho parlato del prezzo della casa. Io ho semplicemente comunicato il mio budget a Balducci, le mie disponibilità. Balducci mi disse che Anemone aveva opzionato una casa ed era disponibile a lasciarla. Di prezzo parlai solo con Anemome. Lui mi parlò di 700 mila euro, con la possibilità di togliere ancora qualcosa”.

Ha verificato che l’opzione di Anemone fosse antecedente alla sua volontà di acquistare l’immobile? “E come potevo fare? No?”. Durante il rogito ha notato se qualcuno si è appartato con le sorella Papa? “Le sorelle Papa hanno dichiarato di aver ricevuto i soldi dal sottoscritto e nei giorni successivi Zampolini ha confermato. A distanza di due anni, quando ho potuto farlo, ho letto gli atti, e le cose a quanto pare non sono andate così. Le stesse deposizioni non confermano lo stesso quadro. Io non ricordo precisamente cosa accadde quel giorno, se non quello che ho già detto, confermato anche da alcuni testimoni chiamati dal Procuratore. Io non ho mai saputo nulla di questo giro macchinoso che è emerso dai giornali”. Lei esclude che qualcosa sia avvenuto mentre lei non era presente? “Io sono diventato famoso per la frase a mia insaputa, che per altro non ho mai pronunciato. Mi fecero un’intervista, io cui io spiegai tutto. Rilasciata il 30 aprile e pubblicata l’1 maggio. Il contenuto corrisponde interamente a quello che ho sempre detto. L’1 maggio, però, mi sono trovato sul blog del direttore dello stesso giornale questa frase ‘non credo a una parola di quello che mi ha detto’. Io mi sono dimesso da Ministro proprio quando ho colto che c’era qualcosa di diverso dalla ricerca della verità. Quando ho capito di essere stato lasciato solo. Io non ho pronunciato la frase a mia insaputa, ma solo quello che potevo sapere, ovvero che non mi sono mai accorto di nulla”.

LA FIRMA DEL ROGITO

“Il giorno stesso del rogito entrai per ascoltare la lettura del notaio. Firmai e consegnai gli assegni. Successivamente salutai e me ne andati perché avevo altri impegni. Ricordo che erano presenti il notaio, il direttore della banca, che diede gli assegni alle sorelle Papa, che a loro volta mi consegnarono le chiavi”.

Se mai fosse stata un’operazione lei avrebbe dovuto saperlo. “Durante la lettura del rogito io non ho visto ne sentito nulla. Certo, il notaio non l’avevo mai visto prima, ma non voglio dubitare”.

I LAVORI DI RESTAURO

“Saldavo direttamente le maestranze a un mio uomo di fiducia, Graziani, che seguiva i lavori. Era lui a dirmi quando c’erano da tirare fuori i soldi per gli operai e i materiali. In totale avrò speso circa 60 mila euro, tutti contanti. Non ricordo se ci furono uno o due assegni. Se consideriamo che pagai tutto in 10 mesi, non si tratta di una cifra elevatissima. 2.500-3 mila euro al mese. Abbiamo spostato un muro interno che faceva singolo, rimosso il pavimento in alcune stanze e installato una nuova superficie, contro soffittato solo un corridoio, perché i soffitti erano bassi, e tinteggiato”.

LA CASA IN VENDITA

Ho messo in vendita l’immobile di via del Fagutale, ma nessuno si è presentato. Solo qualche acquirente si è presentato timidamente. Ho pensato per questo che fosse meglio attendere la fine del processo. Nel frattempo non ci avuto più. Non ci vive nessuno. Pago le bollette e le spese condominiali. Anzi, le bollette no, ho chiuso tutti i contratti”.

Mattia Mangraviti

© Riproduzione Riservata