Attualità, Home — 25 febbraio 2014 alle 17:35

PROCESSO LA SVOLTA – LE IPOTESI PER GIUSTIFICARE L’USCITA DI DENARO DALLA DITTA MARVON: la comparsa della figura di De Pasquale Giuseppe

Riprende l’udienza dopo un’ora di pausa e ricomincia anche la deposizione del Maresciallo Camplese ora chiamato a testimoniare in merito alla situazione economica e alla riconducibilità della ditta Marvon alla famiglia Marcianò. “Avevamo parlato del fatto che lo statuto della Marvon era stato redatto da Prestileo, ci sono una serie di conversazioni dove c’è un riferimento al fatto che Prestileo […]

di Selena Marvaldi

svoltaRiprende l’udienza dopo un’ora di pausa e ricomincia anche la deposizione del Maresciallo Camplese ora chiamato a testimoniare in merito alla situazione economica e alla riconducibilità della ditta Marvon alla famiglia Marcianò.

Avevamo parlato del fatto che lo statuto della Marvon era stato redatto da Prestileo, ci sono una serie di conversazioni dove c’è un riferimento al fatto che Prestileo agevolasse questa ditta, ma non solo lui – spiega il Maresciallo – Anche Mannias è coinvolto: i principali interessati inoltre in questo giro di assunzioni all’interno della ditta Marvon sono Bosso Roberto, Sarcina Pasquale Emilio e Panetta Maurizio (entrambi arrestati nell’operazione “Infinito”, quali esponenti del locale di Milano), Dandola Salvatore. Roberto Bosso è stato intercettato poi mentre parlava con Mannias Giancarlo: “Quello là di Sanremo al porto ce lo devono far lavorare, ce lo dice poi mio padre/Si vede che ha bisogno/ Si vede che è il fornitore

Una conversazione diretta tra Mannias Giancarlo e Marcianò Giuseppe, intercettati anche tramite un’osservazione, è stata poi spiegata in aula dal Maresciallo Camplese: “E’ una conversazione molto ampia che tratta diversi temi, anche il Porto di Imperia, e dimostra una grande confidenza tra i due”.

Allavena Omar e Marcianò Vincenzo ’48 per quanto riguarda la ditta Marvon poi, cercavano di giustificare l’uscita di denaro dalla Marvon: “Le ipotesi sono state le più svariate – spiega il Maresciallo -  Si pensava di caricare i soldi sullo stipendio di Bosso, oppure una falsa fattura e infine è stato interessato De Pasquale Giuseppe, detto “Pino”, colui che avrebbe emesso questa fattura che, sebbene non sia stata mai trovata, ne emerge l’esistenza dalle dichiarazioni testimoniali”.