Cultura e manifestazioni, Home — 25 febbraio 2014 alle 19:11

ORMEA – Sabato 1 marzo in programma il Carnevale storico “j’aboi” Quarzina / IL PROGRAMMA

Sabato 1 marzo, dalle ore 14 si svolgerà  il Carnevale Storico delle Frazioni di Ormea e Quarzina con la presenza del gruppo degli ABOI. ECCO IL PROGRAMMA ore 14: passeggiata sulla Balconata di Ormea da Quarzina a Biranco ore 15: balli e canti a Quarzina ore 16: merenda di Carnevale presso il Rifugio Quarzina ore 16.30: questua, scherzi, balli e canti *Pagina […]

di Redazione

ormea locandina

Sabato 1 marzo, dalle ore 14 si svolgerà  il Carnevale Storico delle Frazioni di Ormea e Quarzina con la presenza del gruppo degli ABOI.

ECCO IL PROGRAMMA

ore 14: passeggiata sulla Balconata di Ormea da Quarzina a Biranco

ore 15: balli e canti a Quarzina

ore 16: merenda di Carnevale presso il Rifugio Quarzina

ore 16.30: questua, scherzi, balli e canti

*Pagina Facebook del gruppo degli Aboi:* http://goo.gl/WUyNui

*Sito del Comune di Ormea con notizie sul Carnevale:* http://goo.gl/qfzCXW

Il Carnevale di Ormea, un’antica tradizione ritrovata: J’Aboi

La tradizione orale vuole che le origini di questa manifestazione siano legate alla scacciata dei saraceni da parte dei giovani locali, una storia comune a molti carnevali antichi delle Alpi sud-occidentali.

ABSTRACT

Nell’Alta Val Tanaro, dove le Alpi Liguri presentano i primi contrafforti che superano abbondantemente i 2.000 m, sorge Ormea, Ulmèa nel locale dialettoche non è piemontese, non è ligure ma presenta suoni e parole delle due parlate con aggiunta di fonemi francesi, latini e arabi, residui delle scorrerie del X sec.

Il termine ormeasco Aboi si può collegare ad Abbà, il nome dei personaggi che ancor oggi rappresentano i capi di alcune feste carnevalesche o religiose di altre valli cuneesi, questi erano un tempo alla testa delle abbadie medievali che nella loro composizione evocavano allegoricamente l’organizzazione ecclesiale che aveva come superiore un abate. Come in molte manifestazioni provenienti dal passato anche gli Aboi erano composti da soli uomini che interpretavano anche i ruoli femminili.

L’antico carnevale di Ormea fu festeggiato fino agli anni 50 del secolo passato, poi cadde nel dimenticatoio a causa soprattutto dello spopolamento e la conseguente sparizione dei giovani dalle sue frazioni sparse lungo i fianchi delle montagne.

Il Cai Di Ormea nel 1999, nell’ambito del progetto per la sistemazione di un tracciato lungo una quarantina di km che attraversa ben 24 borgate, la “Balconata di Ormea”, si mise a ricercare anche antiche tradizioni riscoprendo un carnevale di altri tempi e fu così che dal febbraio del 2004 si è rinnovata l’antica tradizione degli Aboi e da allora tutti gli anni, almeno per un giorno, alcuni villaggi rivivono un’ondata di vita e di semplice allegria. Dalle frazioni più elevate di Ormea, infatti, giungeva il gruppo mascherato degli Aboi che nella settimana di carnevale si spostava tra le varie borgate della Balconata.

Chiaro il messaggio che questo gruppo di giovani portava nelle borgate: “si avvicina la fine dell’isolamento”, la fine del freddo, la fine del buio. Un tempo infatti i collegamenti con il fondovalle non erano facili come oggi, per cui l’inverno era un periodo difficile da superare. In cambio i nostri Aboi ricevevano il dono dell’accoglienza, i pasti erano assicurati dagli abitanti delle borgate che visitavano, le ragazze si prestavano per i balli, i fienili li accoglievano di notte, riuscivano a fare la questua per il pasto finale. Era in pratica la motivazione di una comunità “chiusa” e “isolata” che al suo interno si “muove” in un momento dell’anno in cui si intravede la fine dell’isolamento invernale.