Home, Imperia — 8 giugno 2017 alle 09:12

MIGRANTI ALL’EX CASERMA CRESPI. RANISE (FI) REPLICA A DE BONIS (PD):”SE IMPERIA VUOLE VIVERE DI TURISMO, DEVE TROVARE SOLUZIONI CHE NON LA PENALIZZINO ULTERIORMENTE”

Antonello Ranise, Coordinatore di Forza Italia in provincia di Imperia replica al segretario cittadino del Partito Democratico, Giusepe De Bonis, sull’emergenza migranti

di Redazione

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“Da un po’ di tempo noto che il nuovo (si fa per dire…) coordinatore cittadino del PD, Antonio De Bonis è particolamente attento e presente sui media: me ne compiaccio, da vecchio socialista, d’altra parte, conosce bene la politica in ogni sfaccettatura” – Antonello Ranise, Coordinatore di Forza Italia in provincia di Imperia replica al segretario cittadino del Partito Democratico, Antonio De Bonis, sull’emergenza migranti.

“In ogni caso prendo atto di alcune sue osservazioni: credo di avere sensibilità per alcune tematiche, e lo rivendico; tuttavia, grazie all’inefficienza del governo, l’immigrazione è completamente fuori controllo, manca una politica che regolamenti i flussi migratori e il ruolo dell’Italia è marginale anche in Europa.

E questo non va assolutamente bene e non ha nulla a che vedere con un autentico spirito di accoglienza. Allo stesso modo, ciò che non va per niente bene, è la mancanza di tutela di un territorio, il Ponente, che molto ha dato proprio in termini di accoglienza e integrazione, non solo a livello istituzionale, ma anche come associazioni di volontariato, laiche e cattoliche.

Non vanno altrettanto bene la mancanza di confronto e le risposte scocciate che provengono da taluni quando si affronta con un minimo di serietà e senso critico un tema, quello dei migranti, che certamente presenta lati oscuri e pone a sua volta un altro problema, drammaticamente attuale, quello della sicurezza, che sarebbe da irresponsabili sottovalutare.

Se Imperia vuole davvero sperare in uno sviluppo turistico, deve trovare soluzioni che non la penalizzino ulteriormente: è una città in fortissima crisi, che ha bisogno di un nuovo impulso, e gli amministratori che abbiano senso di responsabilità, non solo hanno il diritto, hanno il dovere di non accettare passivamente quanto deciso dal governo centrale, che certo non conosce i problemi della nostra città, né del nostro territorio, quanto mai lontano dalla nostra gente e in tutt’altre faccende affacendato”.

 
 
 
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