Cronaca, Home — 27 febbraio 2014 alle 11:57

IMPERIA. OPERAZIONE ANTI-CONTRAFFAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA, SEQUESTRATI 2500 CAPI DI MAGLIERIA, DENUNCIATE 15 PERSONE IN TUTTA ITALIA

I reati contestati sono: contraffazione e frode in commercio. Perquisiti 15 locali nelle seguenti province: Imperia – Savona – Cuneo – Livorno – Massa Carrara – Pistoia – Prato – Roma.

di Redazione

guardia di finanza (1)Imperia - La Guardia di Finanza di Imperia ha partecipato ad un’operazione su scala nazionale anti contraffazione di capi di abbigliamento. 

Le Fiamme Gialla hanno individuato un sodalizio criminoso composto da alcuni venditori ambulanti di generi di abbigliamento che erano dediti acquistare maglieria e piumoni di seconda mano che previa lavatura, rammendatura e ricondizionamento venivano venduti quali nuovi nei mercati cittadini.

A tali capi di abbigliamento venivano poi applicati marchi e cartellini mendaci facendoli apparentemente risultare quali prodotti di alta maglieria. L’operazione in esame si è estrinsecata nella denuncia alla locale A.G. di n. 15 persone per i reati di contraffazione e frode in commercio ed ha portato alla esecuzione di nr. 15 perquisizioni locali nelle seguenti province: Imperia – Savona – Cuneo – Livorno – Massa Carrara – Pistoia – Prato – Roma -.

L’attività ha consentito di procedere al sequestro di nr. 03 capannoni industriali ove venivano ricondizionati i capi di abbigliamento, stampate e applicate le etichette mendaci. Sono stati inoltre sequestrati nr. 2500 capi circa di maglieria, nr. 18 macchinari utilizzati per il confezionamento e la rammendatura di capi di abbigliamento contraffatti, pronti per la successiva immissione in commercio e nr.11.000 circa di false etichette riportanti la dicitura “made in Italy”.

Il contrasto nello specifico comparto viene attuato per far fronte alle notevoli criticità che il settore del falso provoca all’economia nazionale, ai mancati introiti dell’erario, alla libera concorrenza e al mondo del lavoro in quanto le aziende che operano nel sommerso e quindi totalmente in “nero” costringono le aziende “sane” che operano nei medesimi settori commerciali a subire una sleale concorrenza”.

guardia di finanza (2)