Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 5 marzo 2014 alle 11:05

PROCESSO “LA SVOLTA” – LA GERARCHIA ‘NDRANGHETISTA DI VENTIMIGLIA E BORDIGHERA

Prosegue la deposizione del Maresciallo Camplese quest’oggi sui rapporti tra i locali di ‘ndrangheta di Ventimiglia e quelli di Bordighera.

di Selena Marvaldi

La svolta Nuova udienza per il processo “La Svolta” inerente all’operazione anti-’ndrangheta portata a segno dai Carabinieri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova nel dicembre dell’anno scorso nei Comuni di Ventimiglia, Bordighera e Diano Marina. Come da svariate settimane ormai, prosegue la deposizione del Maresciallo Camplese quest’oggi sui rapporti tra i locali di ‘ndrangheta di Ventimiglia e quelli di Bordighera.

Il 16 agosto 2011 – inizia il Maresciallo – E’ stata intercettata una importante conversazione tra Giuseppe Marcianò e il figlio Vincenzo. La conversazione è stata effettuata a poca distanza di tempo dalle misure cautelari prese nell’ambito dell’operazione Maglio 3 che aveva coinvolto anche la famiglia Barilaro e Ciricosta Michele. Vincenzo Marcianò si informa così sulle gerarchie della zona e il padre risponde che erano tutti allo stesso livello. In un’altra conversazione invece Peppino Marcianò si lamenta delle informazioni che Davide Barilaro aveva  a disposizione che erano molte di più rispetto a quelle che sapeva invece il figlio.: “Mio figlio non le sa le cose/Ma il Barbiere (Barilaro Davide) è più pericoloso”. Visto che alcune notizie erano poi di carattere riservato si chiede come siano potute finire sul giornale”.

Non deve stupire che Marcianò Vincenzo cl.1977 non fosse fino ad allora a conoscenza delle precise informazioni relative alle gerarchie della struttura ‘ndranghetista - specifica Camplese – Infatti, la linea voluta dal padre Marcianò Giuseppe, era quella che gli affiliati di rango “inferiore” non dovessero disporre di informazioni relative ai “livelli” più alti dell’organizzazione”.