Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 6 marzo 2014 alle 13:23

PROCESSO “LA SVOLTA” – LE VICENDE DI CIOFFI, MACRI’ E CRUDO NEL CONTROESAME DI BOSIO

Il recupero crediti nei confronti di Crudo, il battesimo di Macrì e la telefonata al direttore di banca Cioffi: le varie vicende analizzate nuovamente dall’avvocato Bosio della difesa

di Selena Marvaldi

PROCESSO LA SVOLTA  (204)Dopo una pausa richiesta dal Maresciallo Camplese, riprende il processo “La Svolta” e prosegue il controesame dell’avvocato Bosio che affronta due temi importanti: quello del battesimo di Macrì Alessandro e la vicenda dei rapporti con il direttore della banca Cioffi.

Se ho ben capito la proposta di affiliare questo Macrì Alessandro parte da, secondo la vostra indagine, Barilaro Fortunato, Palamara Antonio e Strangio Vincenzo. C’è un riferimento in una conversazione in cui si dice che a Vallecrosia non c’è più niente. Sì, ma va collegato a ciò che si dice dopo “E allora perchè Fortunato mi ha detto di venire da voi?”. Strangio Vincenzo non è al corrente della dinamica e Marcianò Giuseppe risponde “Se io non mi ero comportato così eravamo in galera tutti”. Ma perchè si parla di Vallecrosia e non di Ventimiglia? Macrì era di Vallecrosia, quindi magari era una sorta di esame. Ok voi avete fatto delle indagini sulla famiglia Macrì? Certo, abbiamo fatto intercettazioni dirette. E sul padre? E’ una persona che non aveva condanne di associazione di tipo mafioso, ma è una persona vicina a Palamara Antonio.

Parliamo di Cioffi, il direttore della Banca. Ma avete fatto degli accertamenti bancari sulla famiglia bancaria? Sì, credo se ne stiano occupando ancora. Cioffi dice “Senti questo che è un mafioso, mo’senti come parlo con i mafiosi” e segue una conversazione che evidenzia un atteggiamento educato e cortese da parte di Vincenzo Marcianò classe ’77. Vorrei sapere quali pressioni avete rilevato in questa conversazione. Premetto che la conversazione che ha citato è preceduta da un’altra conversazione con la signora D’Elia e il direttore dopo ha chiamato il figlio e Cioffi ha dichiarato che il suo comportamento era condizionato dal fatto che avendo a che fare con mafiosi non era il caso di avere ulteriori problemi.

Era emerso che Artioli Marino si era rivolto a Marcianò Giuseppe per un recupero credito nei confronti di Crudo Vincenzo. Crudo è stato contattato da Marcianò che gli prospetta una situazione diversa dicendo che erano in pari. Quindi Artioli avrebbe dato una versione diversa del suo debito/credito nei confronti di Crudo.