Home, Imperia — 7 marzo 2014 alle 12:38

PARASIO, SENSAZIONALE SCOPERTA. TROVATA BOTTEGA MEDIEVALE NEL MONASTERO SANTA CHIARA

L’annuncio dell’architetto Tealdi: “È parzialmente intatta per quanto riguarda l’esterno. Abbiamo
trovato anche il vecchio ciottolato e delle stradine interne al Monastero, oltre al forno delle Clarisse”

di Mattia Mangraviti

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“All’interno del Monastero di Santa Chiara abbiamo addirittura trovato un’antica bottega medievale. Questa bottega è parzialmente intatta per quanto riguarda l’esterno, perché ha la sua piastra, la sua persiana di legno ancora con gli stessi ferri com’era nata, e all’interno, appena dopo la piastra, c’è una specie di pozzo. Questo è un ritrovamento molto importante, avvalorato da uno scritto che abbiamo trovato nel Monastero”.

Ad annunciare la straordinaria scoperta l’architetto Cristina Tealdi nel corso della conferenza “Recenti ritrovamenti nel Monastero di Santa Chiara” organizzata dall’associazione “Cumpagnia de l’Urivu” presediuta dalla Dott.ssa Cristina Viano Imperia Post ha seguito la conferenza stampa e ha intervistato l’architetto Tealdi che da anni è impegnata non solo nei lavori di restauro del Monastero ma in un vero e proprio studio dello sviluppo storico.

“Abbiamo trovato già 4 o 5 anni fa un brano di un affresco che poi si è rivelato essere importantissimo, perché è di Francesco Brea, del 1541, e che a carico della sovrintendenza è stato restaurato. Sono state trovate altre tracce di affreschi che solo ora abbiamo potuto rinvenire nella loro totalità e nel loro splendore, perché erano nascosti sotto una volta. Quindi io andando a fare la speleologa, archeologa, architetto sotto le volte, ho visto dei brani di affresco che mi incuriosivano, abbiamo tirato giù quel pezzo di volta, di cannicci naturalmente, quindi senza nessun problema e abbiamo trovato questi affreschi che probabilmente sono del ’400, orientativamente. Non abbiamo ancora potuto attribuirli, forse fratelli Biasacci, forse scuola di Antonio da Montelegale e che comunque sono parzialmente visibili e hanno una loro lucentezza a livello di colore, perché sono rimasti nascosti sotto le volte, quindi nessuno ha potuto manometterli. C’è una bella figura di Zaccaria, che diciamo è il clou di questo ritrovamento e probabilmente andando a scavare vicino sotto alle altre volte troveremo ancora qualcosa.

“Inoltre, abbiamo trovato delle stradine interne al Monastero che sono state inglobate nell’edificio. Erano stradine che comunicavano con l’esterno. Ho trovato nei documenti delle Clarisse una presa di possesso parziale delle Clarisse e del vicino, tale signor Trincheri, che hanno deciso, essendo questa strada ormai inglobata nei loro edifici, di dividersela in due, intorno al 1680″.

“Abbiamo trovato il vecchio ciottolato, addirittura un’antica bottega medievale che stava su questa stradina, sicuramente un piccolo carruggio, un piccolo vicolo. Questa bottega è parzialmente intatta per quanto riguarda l’esterno, perché ha la sua piastra, la sua persiana di legno ancora con gli stessi ferri com’era nata, e all’interno, appena dopo la piastra, c’è una specie di pozzo. Ancora non sappiamo se fosse una bottega che vendesse olio, che avesse magari in questo pozzo altri prodotti, perché lì c’è una cantina vicino, poteva essere anche vino, o poteva essere anche grano perché questo pozzo in realtà poteva essere anche una cisterna. Questo è un ritrovamento molto importante, avvalorato da uno scritto che abbiamo trovato nel Monastero in cui si parlava di una zona che veniva chiamata magazzini da grano e da vino, quindi può essere che questa zona potesse essere questa antica bottega. Abbiamo anche trovato il forno delle suore, che è stato costruito all’interno del Monastero dopo che la comunità di Porto Maurizio ha chiesto alle suore di non usare più quello esterno perché ormai era diventato il forno della comunità”.

I tempi di visita? Per quanto riguarda gli affreschi, in un tempo abbastanza breve, perché l’impresa sta finalmente lavorando in questa chiesa, ex Oratorio di Santa Caterina, che noi abbiamo chiamato biblioteca, e questa sarà accessibile. Per il resto non lo so, dipende dai fondi“.

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