Golfo Dianese, Home — 24 settembre 2017 alle 11:42

DIANO MARINA. DA OLTRE 40 GIORNI LASTRE DI ETERNIT ABBANDONATE IN VIA DIANO CALEDERINA. IL CIRCOLO GORLERESE:”NONOSTANTE LE SEGNALAZIONI SONO ANCORA LÌ”/ IL CASO

Le lastre lì stanno ancora dopo settimane e, come del tutto prevedibile e preventivamente segnalato, sono costantemente triturate dal passaggio dei veicoli che non possono evitarle dato che giacciono in un punto assai stretto e su triplo incrocio…

di Redazione
AMIANTO

In basso a destra l’assessore Barbara Feltrin

“Il problema dell’ amianto e del suo smaltimento coinvolge la maggioranza dei cittadini della provincia: quasi tutti, specie nelle zone rurali ci hanno a che fare. E si scontrano con ottusità burocratiche e costi cui ovviano con l’ abbandono per strada e per campi…. L’ amianto appare innocuo ma ora stiamo pagando pesantemente il lascito criminale di decenni or sono (3.000 morti all’ anno). Vogliamo a tutti i costi rinnovare questi lutti (del tutto evitabili) per i nostri figli e nipoti ?” A scrivere è il presidente del Circolo ricreativo Gorlerese, Emma Camiglia. 

“Da almeno 40 giorni – prosegue – a Colla San Leonardo (via Diano Calderina al confine fra comune di Imperia e di Diano Marina) sono state lasciate sulla strada (come altre volte accaduto), da persone banalmente criminali, grossi pezzi di lastre di eternit.
Dopo alcuni giorni di attesa di una normale soluzione pubblica alla incivile criminalità privata, come Circolo Ricreativo Gorlerese abbiamo ripetutamente allertato i Comuni di Diano Marina (anche se il materiale si trova per una decina di metri entro il confine del Comune di Imperia), e di Imperia, nonché la ASL 1 Imperiese: le lastre lì stanno ancora dopo settimane e, come del tutto prevedibile e preventivamente segnalato, sono costantemente triturate dal passaggio dei veicoli che non possono evitarle dato che giacciono in un punto assai stretto e su triplo incrocio, divenendo in tal modo decisamente pericolose per la diffusione di polveri di asbesto da parte del vento che qui la fa da padrone.

Questi i fatti.
Senza polemica, ma per mera osservazione elenchiamo alcune considerazioni:
· Il nostro territorio è pieno di manufatti contenenti amianto: non solo coperture ondulate, ma anche pezzi di tubazioni, condotte di ogni dimensione, scarichi domestici,…
· Per smaltire a norma (il che non vuol sempre dire “correttamente”) materiali asbestosi i costi sono molto elevati (in altre province sono abbattuti dall’ intervento pubblico ed i piccoli manufatti sono smaltibili senza alcun costo): in realtà si tratta di una ulteriore “tassa”, assai poco rapportata ai costi effettivi che lievitano principalmente per la gestione burocratica.
· Le Tasse Rifiuti in provincia sono piuttosto consistenti: (2-4 €/mq all’ anno come quota variabile più una quota fissa dell’ ordine dei 70 – 200 € all’ anno per le utenze domestiche e da 2 a 9 € /mq x anno per le utenze non domestiche
· Il servizio offre maleodoranti cassonetti in una pietosa gestione stradale della raccolta: sistema obsoleto, costoso, (in alcune province anche in puzza di mafia), inefficace.
· La responsabilità ovviamente è nella scelta cosciente da parte delle amministrazioni comunali di non voler copiare dalle centinaia di realtà virtuose, in Italia e nel mondo, applicando il protocollo “rifiuti zero”, di cui tutte le amministrazioni comunali della provincia sono perfettamente al corrente, almeno dal marzo del 2008, quando una ventina di associazioni della provincia invitarono, con lettera raccomandata a tutti i 67 comuni , le amministrazioni ad avviare tale percorso virtuoso abbattendo nel contempo i costi, ma che, in gran parte, hanno pervicacemente rifiutato di prendere in considerazione.
· Non nascondiamo neppure la pesante responsabilità di non-cittadini che, in questo generale disservizio, assumono comportamenti incivili e criminali.
· L’ amianto continua a provocare da 3.000 a 6.000 morti ogni anno in Italia.