Home, Politica — 9 marzo 2014 alle 21:56

CLAUDIO SCAJOLA SU REGIONE LIGURIA: “BURLANDO? BRAVO A GIOCARE A CARTE NELL’ENTROTERRA”

Le parole di Scajola: “Il nostro sogno è quello di eliminare non solo le Province ma anche le Regioni. Il sistema migliore è quello dei distretti”

di Selena Marvaldi

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IMPERIA – “Guai a giudicare, guai condannare, cerchiamo di comprendere”. Cita Papa Francesco l’Onorevole Claudio Scajola come introduzione alla discussione sulla gestione della Regione da parte del Presidente Burlando.

Il Presidente della Regione Liguria, che preferisco chiamare così, è tanto bravo a giocare a carte nei paesi dell’entroterra, ma non dimentichiamo che dovremmo occuparci di più di ciò che è rimasto fermo. Quanti di noi si ricordano che c’è il finanziamento per la Gronda, la bretella, a Genova che è ferma dalla Prima Repubblica perché non sanno dove tracciare questo tracciato. Non sarebbe meglio fare qualche partita di carte in meno e occuparsi delle cose importanti? La nostra regione che è quella che sta andando più indietro di tutte. Dico così, vale ancora le pena impegnarsi? Si riuscirà ancora a migliorare o dobbiamo abbatterci e credere che ormai sia impossibile raddrizzare la situazione?“.

Passando poi al discorso più generale dell’abbattimento delle Province, l’On.Scajola pensa in grande: “Credo che potrebbe essere possibile nel nostro paese una semplificazione delle istituzioni, ne sta parlando Renzi, anche se non mi sembra che gli annunci corrispondano a ciò che ha detto negli ultimi mesi, da italiano con sale in zucca temo siano solo parole. Negli Stati Uniti il Senato è composto da 100 senatori con 220.000.000 di abitanti, noi siamo 60.000.000 e ne abbiamo 315. Perché non lo avete cambiato fino ad adesso? Nessuno si ricorda però che noi nel 2006 avevamo chiesto un referendum e gli italiani spinti dalla demagogia della sinistra l’hanno bocciata“.

Il nostro sogno è quello di eliminare non solo le Province ma anche le Regioni. Il sistema migliore è quello dei distretti. Qui non c’è una forte identità regionale, la nostra è una storia dell’Italia dei Comuni, dei Principati, dei Regni e quindi sarebbe molto più identificabile l’Italia in una quarantina di distretta senza la demagogia di far credere che il sistema istituzionale lo stiamo aggiustando perché cancelliamo le Province. Invece il costo è sproporzionato ed è senza motivo… è la Regione che blocca. I Sindaci avevano più facilità nel rapporto diretto con lo Stato Centrale. Guardate che nella mia esperienza era molto più facile anche per il controllo, perché ora hai un controllo a posteriori da parte della Corte dei Conti che è molto peggio. Ci sarebbe una maggiore vicinanza del territorio al potere centrale. Abbiamo troppe leggi, cancelliamole, ne abbiamo troppe. Questa è una società che si basa sul concetto del proibito, il concetto basilare dovrebbe essere che è proibito ciò che lede un altro, non il contrario“.

 

 
 
 
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