Home, Imperia — 12 ottobre 2017 alle 18:06

IUS SOLI. LO SCIOPERO DELLA FAME ARRIVA ANCHE A IMPERIA. L’APPELLO DI DARIO:”CI SONO TANTI GIOVANI NATI IN ITALIA CHE…”/L’INTERVISTA

È partito il 3 ottobre lo sciopero della fame lanciato dalla rete degli Insegnanti per la Cittadinanza per sostenere l’approvazione della nuova legge, denominata “Ius Soli”.

di Gaia Ammirati

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È partito il 3 ottobre lo sciopero della fame lanciato dalla rete degli Insegnanti per la Cittadinanza per sostenere l’approvazione della nuova legge, denominata “Ius Soli”, riguardo la cittadinanza italiana dei bambini nati in Italia.

I Radicali Italiani hanno quindi lanciato un’iniziativa “a staffetta”, che continuerà fino a quando il provvedimento non sarà discusso in aula, raggiungendo in breve tempo oltre 1.200 adesioni.

Anche a Imperia c’è chi si è unito allo sciopero, non toccando cibo per tutta la giornata di oggi. Stiamo parlando di Dario Belmonte, 26enne imperiese, assistente sociale e tesoriere di Associazione Radicale e Certi Diritti.

“Dal 3 di ottobre la rete degli Insegnanti per la Cittadinanza ha dato avvio allo sciopero della fame per chiedere al Governo italiano l’approvazione della legge Ius Soli - spiega Dario a ImperiaPost - Una legge di civiltà che si limita a riconoscere uno stato di fatto che riguarda più di 800 mila ragazzi e ragazze sullo Stato italiano.

Ho deciso di aderire sia come individuo singolo – continua – sia come tesoriere dell’Associazione Radicale e Certi Diritti.

Ci sono moltissimi ragazzi nati e cresciuti in Italia, con i genitori che lavorano e pagano le tasse qui, con amici e parenti qui, e con una prospettiva di vita in Italia, che hanno il diritto di poter chiedere la cittadinanza in tempi più brevi e semplici. Si chiede una soluzione a un problema che c’è da anni.

Invito chiunque voglia darci una mano con questo digiuno “a staffetta” – conclude – a dare la propria disponibilità sul sito dei Radicali Italiani. Oggi stanno scioperando più di 200 persone e più di mille hanno già dato la loro adesione per portare avanti questo sciopero nel mese di ottobre. In questo modo ognuno può fare la sua piccola parte“.

 
 
 
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