Home, Politica — 11 marzo 2014 alle 16:33

CASA COLOSSEO. L’EX MINISTRO CLAUDIO
SCAJOLA ASSOLTO PERCHÈ “INCONSAPEVOLE”

Le motivazioni della sentenza. Anemone e Balducci avrebbero pagato la casa a insaputa
di Scajola “in vista di eventuali richieste di favori da avanzare all’allora ministro”

di Redazione
Claudio Scajola

Claudio Scajola

L’ex Ministro Claudio Scajola è stato assolto dall’accusa di finanziamento illecito al singolo parlamentare nell’ambito del processo per la compravendita del casa romana di via del Fagutale perché” inconsapevole che Diego Anemone avesse concordato con le sorelle Papa, proprietarie dell’immobile vicino al Colosseo, le modalità dell’ulteriore pagamento [...] Deve osservarsi come dall’esame del complesso testimoniale discusso in aula sia possibile desumere un’estraneità di Scajola in questa vicenda sotto il profilo squisitamente soggettivo”.
Queste le motivazioni espresse dal giudice di Roma Eleonora Santini. La tesi di Scajola, dell’acquisto “a mio insaputa”, è stata dunque ritenuta veritiera dal giudice che, infatti, scrive che l’ex Ministro “non si è trovato nelle condizioni di conoscere il maggior prezzo d’acquisto” e che “era assente” al momento della consegna, da parte dell’architetto Zampolini alle sorelle Papa, proprietarie dell’immobile, degli assegni a copertura della differenza tra la somma versata da Scajola e il reale valore della casa di via del Fagutale.
Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione si ipotizza anche il perché del pagamento della casa a insaputa dell’ex Ministro Scajola.
Non è inverosimile ipotizzare – si legge – che Balducci, una volta avuta richiesta da Scajola di aiutarlo a trovare un’abitazione, possa aver pensato, unitamente ad Anemone, di sfruttare positivamente quella situazione, in vista di eventuali richieste di favori da avanzare all’allora ministro. Sicché, appare verosimile che i predetti personaggi, nella previsione di un netto rifiuto di Scajola a fronte di un’offerta di aiuto economico di quella portata, si siano determinati a versare il maggior prezzo di acquisto senza che Scajola ne fosse a conoscenza, ben consapevoli di porlo, a quel punto, di fronte a un fatto compiuto e, conseguentemente, in una situazione di sudditanza psicologica e di condizionamento, a causa delle evidenti implicazioni negative che si sarebbero abbattute sull’allora ministro nel caso in cui la notizia fosse diventata di dominio pubblico”.