Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 13 marzo 2014 alle 11:21

PROCESSO “LA SVOLTA” – IL CANTIERE DI MONTE POZZO: “IN UFFICIO C’ERA UNA TALPA”

Le dichiarazioni dell’ingegner Minutoli: “Ci è stato richiesto di seguire una procedura più riservata per evitare di far sapere di eventuali sopralluoghi futuri il motivo è che nell’ufficio di Edilizia Privata poteva esserci una talpa”

di Selena Marvaldi

svolta

Riprende il processo “La Svolta” e Marco D’Amico, in servizio alla Polizia Locale di Ventimiglia viene chiamato a testimoniare in merito a un sopralluogo effettuato nella tarda primavera del 2011 in zona Monte Pozzo: “Ricordo, quella mattina con il sovrintendente Viale siamo usciti per dei sopralluoghi e passando in quella zona ci siamo fermati, abbiamo visionato i lavori in itinere e abbiamo deciso di tornare in un secondo momento perchè non c’era nessuno sul posto. Forse c’era un operaio, ma non ho parlato con lui direttamente“.

Incalza poi con domande il pm Arena in merito a dei sospetti sul cantiere e su un mancato sopralluogo successivo: “Io non ho discusso con Viale le problematiche di questo mancato accertamento” dichiara D’Amico “Mi hanno riferito voci di corridoio“.

Viene chiamato poi a deporre il geometra Crisafulli e l’ingegnere Minutoli sempre su questo spinoso argomento del cantiere: “Ci è stato richiesto di seguire una procedura più riservata per evitare di far sapere di eventuali sopralluoghi futuri – dichiara Minutoli - il motivo è che nell’ufficio di Edilizia Privata poteva esserci una talpa e la persona sospettata secondo quanto mi ha riferito Giampiero Viale era Jason Allavena“.

Io a quel punto ho parlato immediatamente con il dirigente Cigna il quale si è accertato della vicenda con Giampiero Viale e poi la vicenda è stata portata al segretario generale, ma non so i provvedimenti successivi. Ho parlato, se ricordo bene, con Jason, chiedendogli se era vero e mi è stato detto di no”.