Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 13 marzo 2014 alle 16:00

PROCESSO “LA SVOLTA” – SOVRINTENDENTE CAPO VIALE: “NON HO MAI FATTO IL NOME DI ALLAVENA”

Viale Giampiero, sovrintendente capo della polizia locale di Ventimiglia, apre la sessione pomeridiana dell’udienza nel merito del processo “La Svolta”

di Selena Marvaldi

PROCESSO LA SVOLTA  (203)Viale Giampiero, sovrintendente capo della polizia locale di  Ventimiglia, apre la sessione pomeridiana dell’udienza nel merito del processo “La Svolta”. Spiega il contesto il presidente Luppi tornando sull’argomento del sopralluogo al cantiere di Monte Pozzo.

Ricordo che eravamo capitati lì per caso con il geometra Crisafulli e avevamo notato questa struttura in cemento armato e così abbiamo fatto due fotografie per capire se c’era qualche pratica in itinere. Fatti gli accertamenti il geometra Crisafulli è voluta tornare sul posto per fare dei controlli perchè secondo lei il cantiere era traslato rispetto a ciò che risultava. Una volta tornati però il cantiere era chiuso“.

Successivamente abbiamo fatto diverse prove per entrare in questo cantiere, ma non si trovava il personale“. Il Presidente Luppi racconta poi i sospetti che sono stati affrontati in aula in merito al fatto che qualcuno abbia avvisato l’impresa che erano in corso degli accertamenti e porta davanti al teste il tema delle ipotesi su questa possibilità: “Io stesso ho parlato con il mio collega D’Amico di questo – spiega Viale - ho detto che secondo me c’era qualche talpa in ufficio per questo non potevamo mai entrare in ufficio. Così abbiamo decio di non parlarne più nell’ufficio, ma ripeto che era una sensazione nostra“.

Incalzato dal presidente Viale entra nel dettaglio su chi ha messo a conoscenza di questi sospetti chiedendo nello specifico se non ha mai parlato con l’igegner Minutoli e se aveva dei sospetti sulla Talpa: “Non potevo essere sicuro, non ho fatto ipotesi”.

Prende la parola poi il pm Arena che fa spiegare meglio al teste le dinamiche in merito agli accertamenti sul cantiere e sul nome della possibile talpa: “Io nomi non ne ho fatti assolutamente, lo garantisco” “Esclude di aver fatto il nome di Allavena Jason?” “Lo escludo” “Lei aveva accertato poi di chi era il cantiere?” “Si occupava del cantiere tale D’Andrea, lo conosco, è stato anche consigliere comunale, curava i lavori non era proprietario” “Era a conoscenza di possibili rapporti tra D’Andrea e Allavena?” “No assolutamente“.

Comincia il contro esame della difesa e, fra le domande, spicca una sull’origine del pensiero di una probabile talpa: Se non c’erano stati episodi simili prima, perchè ha pensato subito a una talpa? Perchè mi sembrava assurdo che in un cantiere avviato non ci fosse mai nessuno a lavorare, è stata una mia deduzione. E’ successo ad altri cantieri? No.

Incalza poi nuovamente il pm Arena: “Avete deciso di cambiare subito sistema e avete puntato il sospetto ceramente sull’ufficio tecnico perchè? Non lo so. Come non lo sa, lo ha deciso lei. Come ripeto l’iniziativa è partata dal fatto che non siamo riusciti a entrare nel cantiere. Le sue dichiarazioni sono contraddittorie dalle conversazioni telefoniche riportate dal Maresciallo Camplese risulta essere lei ad aver fatto il nome di Allavena Jason. Continua a dire di non aver fatto questo nome? Mai fatto”.